Deficit della Fagocitosi

Difetti, congeniti o acquisiti, che compromettono il processo fagocitario. La conseguenza comune è l’incapacità di eliminare i patogeni, con infezioni ricorrenti, necrosi estese e gangrena.

Deficit congeniti

Mutazioni di proteine essenziali al processo

  • Difetto di reclutamento → i leucociti non arrivano al sito infettivo.
  • Difetto di chemiotassi → deficit del complemento (manca C5a).
  • Difetto del citoscheletro → fagociti immobili, incapaci di formare il fagolisosoma.
  • LAD (Leukocyte Adhesion Deficiency) → difetto delle proteine di adesione (integrina β2 o recettori per le selectine) → blocco del rotolamento e dell’adesione stretta. Approfondimento in Leukocyte Adhesion Deficiency (LAD).

Deficit ossigeno-dipendenti (più gravi)

Difetti del Burst Ossidativo. Esempio: deficit di G6PD → poco NADPH → poche ROS → i patogeni vengono internalizzati ma non uccisi. Il difetto prototipico di questa via è però la Malattia Granulomatosa Cronica, dovuta al deficit diretto della NADPH ossidasi: per isolare i patogeni non eliminati si formano in continuazione granulomi.

Deficit acquisiti

  • Leucopenia → riduzione dei globuli bianchi, causata da chemioterapici, tossine batteriche, leucemie, o malattie autoimmuni con autoanticorpi anti-leucociti.
  • Diabete → deficit della chemiotassi e danno endoteliale. L’iperglicemia cronica glica le proteine (compresi recettori e molecole di adesione) e altera la segnalazione intracellulare dei neutrofili, mentre la microangiopatia danneggia il microcircolo: il risultato è una riduzione di chemiotassi, adesione, fagocitosi e killing, con migrazione leucocitaria rallentata. È il motivo per cui i diabetici hanno infezioni più frequenti e a guarigione lenta.

I farmaci antinfiammatori nell’infiammazione acuta riducono il danno tissutale da ROS ed enzimi lisosomiali.

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