Infiammazione e Tumori

Molti tumori insorgono in un contesto di infiammazione cronica, che favorisce proliferazione cellulare, angiogenesi e accumulo di mutazioni. Esempio: Helicobacter pylori non è mutageno, ma provoca una gastrite cronica che può evolvere in metaplasia → displasia → tumore:

  • Metaplasia = cellule non più differenziate correttamente, condizione precancerosa.
  • Displasia = cellule con mutazioni irreversibili, non ancora invasive ma predisposte alla neoplasia.

Infiammazione acuta vs cronica nel tumore

  • Acuta: attiva l’immunità innata (neutrofili, macrofagi) e può limitare la crescita tumorale. Alcune citochine pro-infiammatorie hanno effetto antitumorale e sono studiate in terapia genica. Macrofagi e granulociti possono fagocitare cellule tumorali se opsonizzate (anticorpi, C3b).
  • Cronica: mantiene uno stimolo proliferativo continuo, con danno, necrosi e riparazione, e rilascio di fattori che favoriscono mutazioni e progressione neoplastica.

Attivazione dell’infiammazione da parte del tumore

I tumori rilasciano DAMPs, che attivano macrofagi, neutrofili e cellule innate con rilascio di citochine, chemochine e prostaglandine. Gli oncogeni stessi (NF-κB, STAT, HIF) possono attivare vie infiammatorie endogene. Il tumore sfrutta l’infiammazione per favorire migrazione, angiogenesi e crescita, ma allo stesso tempo attiva segnali immunosoppressori (Cellule Mieloidi Immunosoppressive (MDSC), TAM M2).

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