Disturbo Paranoide di Personalità
Definizione
Disturbo di personalità di cluster A (vedi Disturbi di Personalità di Cluster A) caratterizzato da sospettosità, controllo e ricerca di significati altri nelle parole e nei comportamenti altrui. Il soggetto è ipercontrollante sulla realtà e sulle esperienze, sia proprie sia dell’altro.
Il pensiero è teso, circospetto, inflessibile, rigido e disadattativo: non si adatta alla quotidianità a cui tutti, o quasi, sono abituati.
Criteri diagnostici in Criteri DSM-5 del Disturbo Paranoide di Personalità.
Rapporto con i disturbi psicotici
Questi pazienti non sono psicotici e non hanno un decorso psicotico, ma in acuzie, in fase di scompenso, possono presentare gli stessi sintomi: deliri, depressione. Se si scompensano più volte e si ripetono episodi acuti con ideazione alterata, non saranno mai come lo schizofrenico, ma possono assomigliargli: per questo un tempo i due disturbi venivano associati. Quando si scompensa diventa un quadro schizo-paranoideo.
(Integrazione da: sbobina 14)
Il disturbo presenta ideazioni interpretative (vedi Ideazione Interpretativa), ed è per questo coinvolto nello spettro schizofrenico. Quando l’ideazione è più produttiva e più gravemente interpretativa sono presenti aspetti psicotici maggiori.
Epidemiologia
- Prevalenza 0,5–2,5%, cifra considerevole; incidenza notevole.
- Più frequente nel sesso maschile.
- Pazienti presenti nella maggior parte dei servizi e ricoverati con grande frequenza; le cure esistono e si può fare molto.
- Familiarità, sia per la componente genetica sia per l’ideazione e le relazioni (“la sospettosità è di famiglia”). È più presente nei familiari di pazienti schizofrenici rispetto ai controlli e, con il disturbo schizotipico, fa parte dello spettro schizofrenico.
- Frequente la comorbidità con il Disturbo Delirante.
(Integrazione da: sbobina 14)
- È utile valutare la presenza di sospettosità non psicotica tra i familiari, che rappresenta un fenotipo di suscettibilità genetica per la schizofrenia.
- I disturbi dello spettro schizofrenico erano un tempo assimilati ai disturbi schizofrenici (negli studi sperimentali avevano gli stessi criteri di inclusione); oggi c’è una differenza sostanziale.
Esordio
Può esordire nello stesso momento del disturbo schizofrenico, ma:
- la schizofrenia paranoide esordisce in età più tardiva;
- il disturbo paranoide di personalità può esordire in età adolescenziale o nella prima età adulta, specialmente nel sesso femminile.
È importantissimo intervenire tra i 13 e i 18–20 anni, la finestra in cui si forma la struttura della persona.
Funzionamento
I pazienti hanno una propria vita, seppur ristretta: lavorano, hanno relazioni non lunghe, tendono al controllo, ma conservano la funzione della persona, con progettualità nelle varie aree della vita. Il funzionamento può essere alto o molto scarso; bisogna andare a vedere la vita della persona oltre i sintomi (vedi La Diagnosi in Psichiatria - la Persona, non il Sintomo).
Con tutti questi tratti il soggetto non avrà comunque una vita media: è chiuso, senza amici, rancoroso, sempre sospettoso, convinto che la gente ce l’abbia con lui e lo derida.
Affettività
L’affettività del paranoide è coartata, a differenza di quella del maniacale (vedi Personalità e Tratti di Personalità). Chi non si affida all’altro, resta sospettoso, cerca sempre significati nascosti svilenti, dubita della lealtà del partner e percepisce attacchi nei propri confronti non sarà aperto verso l’altro: resta chiuso in sé stesso.
Diagnosi differenziale
Nello scompenso acuto entra in diagnosi differenziale con:
- Schizofrenia, soprattutto con sintomatologia paranoide;
- disturbi deliranti di tipo paranoideo (vedi Disturbo Delirante), che però sono di lunga durata;
- disturbi dell’ideazione (deliri) e della percezione (allucinazioni) a orientamento paranoide (vedi Delirio Persecutorio e Allucinazioni);
- disturbi bipolari (nell’episodio maniacale può esserci un disturbo paranoide di personalità) o depressivi con caratteristiche psicotiche (vedi Depressione Maggiore con Manifestazioni Psicotiche).
Differenza con la schizofrenia
- Percezione: chi ha il disturbo paranoide percepisce uno stimolo che esiste davvero e lo interpreta.
- Funzionamento: essenziale nella diagnosi differenziale tra disturbo psicotico e non psicotico è capire se nelle aree importanti della vita (lavoro, amici, famiglia) ci siano o meno limitazioni.
Decorso
Una volta insorto, si protrae per il resto della vita, come tutti i disturbi di cluster A.
⚠️ Indicazioni del docente
- La familiarità del disturbo paranoide di personalità è domanda d’esame.
- La comorbidità con il disturbo delirante è domanda d’esame.
- La presenza di ideazioni interpretative, che coinvolge il disturbo nello spettro schizofrenico, è domanda d’esame.
🔗 Collegamenti
- Disturbi di Personalità di Cluster A — 📋 fa parte di
- Criteri DSM-5 del Disturbo Paranoide di Personalità — 🔬 criteri diagnostici
- Schizofrenia — 🔄 diagnosi differenziale e spettro schizofrenico
- Disturbo Delirante — 🔄 comorbidità e diagnosi differenziale
- Delirio di Gelosia — ➡️ evoluzione del sospetto sul partner nello scompenso
- Delirio Persecutorio — 🔄 ideazione paranoide nello scompenso
- Ideazione Interpretativa — 🔬 sintomo che lo lega allo spettro schizofrenico
- Disturbo Schizotipico di Personalità — 🔗 spettro schizofrenico e familiarità
- Disturbo Bipolare — 🔄 diagnosi differenziale
- Personalità e Tratti di Personalità — ⬆️ dalla permalosità alla sospettosità
- La Diagnosi in Psichiatria - la Persona, non il Sintomo — 🔗 il funzionamento oltre il sintomo