Pilocarpina

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Agonisti dei Recettori Muscarinici. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-09.

Classe: agonista colinergico diretto, alcaloide muscarinico di origine naturale (Pilocarpus jaborandi) · ATC: N07AX01 (sistemico), S01EB01 (oftalmico) · Nomi commerciali (IT): Salagen (orale), colliri a base di pilocarpina · PubChem CID 5910

Perché questa molecola

Fra i colinomimetici diretti è l’unica con due indicazioni terapeutiche vive, non solo sperimentali: il glaucoma e la xerostomia. Gli altri della classe sono o troppo instabili (acetilcolina), o solo strumenti da laboratorio (carbacolo, oxotremorina), o diagnostici (metacolina), o in via di abbandono (betanecolo).

La ragione chimica di questa fortuna è che la pilocarpina è un’amina terziaria e non un estere di colina: non viene idrolizzata dall’acetilcolinesterasi e, essendo non quaternaria, attraversa le membrane — quindi penetra la cornea nel collirio e si assorbe per via orale. È anche la molecola che compare in due note di questo cluster, Effetti del SNA sull’Occhio e Effetti del SNA sulle Ghiandole Esocrine (Sudoripare e Salivari), come esempio dei due versi opposti della manipolazione muscarinica.

Struttura

Struttura 2D della pilocarpina (PubChem CID 5910). Formula C₁₁H₁₆N₂O₂, PM 208,26 g/mol. Si notino l’anello imidazolico e il lattone: è un’amina terziaria, non un estere di colina.

Farmacodinamica

Catena d’azione: pilocarpina → agonista dei recettori muscarinici, con preferenza per gli M3 → attivazione di Gq/fosfolipasi C → ↑ IP₃ e ↑ Ca²⁺ intracellulare → contrazione del muscolo liscio e secrezione ghiandolare.

flowchart TD
  A["pilocarpina"] -->|agonista M3| B["Gq → fosfolipasi C → ↑ IP₃ → ↑ Ca²⁺"]
  B --> C["occhio: contrazione dello sfintere dell'iride"]
  C --> D["miosi → trazione sul trabecolato → apertura dell'angolo"]
  D --> E["↑ deflusso di umore acqueo → ↓ pressione endoculare"]
  B --> F["occhio: contrazione del muscolo ciliare"]
  F --> G["spasmo dell'accomodazione, miopia indotta"]
  B --> H["ghiandole salivari e lacrimali residue"]
  H --> I["↑ secrezione → sollievo della xerostomia"]
  B -.->|stessi recettori altrove| L["sudorazione, nausea, broncocostrizione, bradicardia"]

Il punto che vale la pena fissare è che nel glaucoma la miosi non è l’obiettivo ma il mezzo: contraendo lo sfintere dell’iride si tira il trabecolato e si riaprono le vie di deflusso dell’umore acqueo.

Farmacocinetica

  • Via oftalmica: penetrazione corneale buona (amina terziaria non ionizzata in parte); miosi entro 10-30 minuti, effetto ipotonizzante che dura 4-8 ore → sono necessarie 3-4 somministrazioni al giorno, il limite pratico che l’ha fatta scavalcare dalle prostaglandine.
  • Via orale: assorbimento rapido; il cibo ricco di grassi ne rallenta l’assorbimento.
  • Emivita: breve, ~1 ora (fino a ~2 h nei cirrotici) → 3-4 somministrazioni/die anche per via orale.
  • Metabolismo: inattivazione a livello plasmatico e neuronale, verosimilmente per idrolisi del lattone; escrezione renale.

Posologia e monitoraggio

  • Xerostomia: 5 mg per via orale 3-4 volte/die (fino a 30 mg/die), dopo i pasti. L’effetto sulla salivazione va valutato dopo alcune settimane: se non c’è ghiandola residua funzionante, il farmaco non può funzionare.
  • Glaucoma: collirio 1-4%, 3-4 volte/die. Si monitora la pressione endoculare; si avverte il paziente della visione ridotta al buio.
  • Nessun esame di laboratorio specifico; il monitoraggio è clinico (sudorazione, frequenza cardiaca, tolleranza gastrointestinale).

Tossicità

Gli effetti avversi sono, prevedibilmente, l’intera sindrome colinergica in miniatura — sono gli effetti M3 negli organi che non si volevano stimolare:

  • Sudorazione profusa (l’effetto più frequente della forma orale, fino a un terzo dei pazienti: le sudoripare sono innervate da fibre simpatiche colinergiche), nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, aumento della lacrimazione e della rinorrea.
  • Oculari (collirio): miosi con visione ridotta in ambiente scuro, spasmo accomodativo con cefalea sopraorbitaria e miopia indotta — mal tollerati soprattutto nel giovane, in cui il muscolo ciliare risponde di più.
  • Cardiovascolari: bradicardia, ipotensione; a dosi elevate blocco AV.
  • Respiratori: broncocostrizione e ipersecrezione bronchiale — il motivo della controindicazione nell’asma.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: asma non controllato e BPCO grave (broncocostrizione + muco), irite/uveite acuta e glaucoma ad angolo chiuso in fase acuta con infiammazione, insufficienza epatica severa, ipersensibilità.
  • Gruppi speciali: cautela in ulcera peptica, malattie cardiovascolari significative, nefro/colelitiasi (aumenta il tono dei visceri cavi), Parkinson, insufficienza epatica (dose ridotta). Guida e uso di macchinari sconsigliati al buio per la miosi.
  • Interazioni rilevanti:
    • β-bloccanti → effetto bradicardizzante additivo, sorveglianza sulla conduzione.
    • Antimuscarinici (atropina, antistaminici di prima generazione, triciclici, antipsicotici) → antagonismo reciproco: si annullano a vicenda. È l’errore prescrittivo da evitare nel paziente con xerostomia già in terapia con farmaci ad attività anticolinergica.
    • Altri colinomimetici o inibitori delle colinesterasi → tossicità colinergica additiva.
  • Antidoto: atropina parenterale nella sovradose colinergica sintomatica (bradicardia, broncospasmo, ipersecrezione).

Posto in terapia

Xerostomia da radioterapia per tumori del distretto testa-collo e da sindrome di Sjögren: è qui che oggi la molecola conta di più, in alternativa o insieme alla cevimelina. Nel glaucoma è passata a terapia di seconda o terza linea — analoghi delle prostaglandine, β-bloccanti topici e inibitori dell’anidrasi carbonica sono più comodi e meglio tollerati — ma resta utile nella crisi di glaucoma acuto ad angolo chiuso e prima dell’iridotomia laser. Conserva inoltre un ruolo per invertire la midriasi dopo una visita oculistica.

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Fonti: PubChem CID 5910 (struttura, formula, codici ATC); EMA SmPC Salagen e DailyMed SPL per farmacocinetica, posologia, controindicazioni e interazioni. Consultate il 2026-08-09.