Lupus Eritematoso Sistemico (LES)

Il LES è una malattia autoimmune sistemica cronica caratterizzata da anticorpi diretti contro qualunque proteina self. I più comuni sono diretti contro il DNA a doppia elica, presente in tutte le cellule. La rottura cellulare espone il DNA a doppia elica, contro cui si attivano gli anticorpi; si formano immunocomplessi che, depositandosi nei vari distretti, scatenano la risposta infiammatoria. Salta completamente il filtro tra self e non-self.

Gli anticorpi più comuni sono gli ANA (anticorpi anti-nucleo), diretti contro il DNA a doppia elica.

Quadro clinico

Infiammazione e danno a numerosi organi, a seconda della sede di deposito degli immunocomplessi:

  • Reninefrite (patologia infiammatoria cronica renale).
  • Arteriearterite.
  • Articolazioniartrite.
  • Cute → infiammazioni e lesioni cutanee.
  • Coinvolgimento anche di sangue, mucose, muscolo e scheletro.

Il risultato è uno stato infiammatorio diffuso multiorgano.

Il segno fenotipico più caratteristico è l’eritema a farfalla sulle guance e sul dorso del naso, dovuto al deposito di immunocomplessi nella cute; è sgradevole ma compatibile con la vita, a differenza della nefrite.

Epidemiologia

Incidenza di circa 3,4 milioni di nuovi casi/anno nel mondo. Il 70-90% dei pazienti sono donne. È presente in tutta la popolazione mondiale, ma più comune nei neri e in Asia. Il 40% dei pazienti sviluppa la nefrite, che entro 10 anni nel 10% dei casi porta a fallimento della funzione renale: è la principale causa di pericolo per la vita. Il trapianto di rene è inefficace, perché l’organo viene aggredito dagli immunocomplessi.

Il lupus peggiora in gravidanza e correla con un aumentato rischio di aborto; i bambini nascono a basso peso e il parto è pretermine per la generazione di anticorpi contro la placenta.

Acuzie

Le fasi acute sono scatenate da eventi che danneggiano le cellule aumentando l’esposizione di antigeni self:

  • Esposizione al sole: danneggia le cellule cutanee e aumenta l’esposizione di antigeni cellulari, stimolando la produzione di anticorpi.
  • Infezioni.
  • Interventi chirurgici.
  • Traumi.

Diagnosi

La diagnosi clinica si basa su:

  • Anticorpi diretti contro antigeni self.
  • Immunocomplessi circolanti.
  • Diminuzione del complemento, consumato perché molto attivato (un indice di progressione è la quantità di CD3 e CD4).
  • Infiltrati di cellule immuni nei tessuti e flogosi alla biopsia.

Terapia

La patologia attiva sia l’immunità innata sia quella adattativa, e le nuove terapie agiscono su entrambe.

Immunità innata: il danno cellulare libera in circolo i DAMPs (proteine self) che si legano ai TLR, attivando l’immunità innata e la produzione di interferone di tipo 1; questo, legandosi ai recettori IFNAR, scatena la produzione di numerose citochine infiammatorie. La terapia con l’anticorpo monoclonale Anifrolumab impedisce il legame tra l’interferone di tipo 1 e l’IFNAR, bloccando l’infiammazione.

Immunità adattativa: durante lo sviluppo dei linfociti B esiste una fase in cui la cellula B è sensibile alla proteina BLyS, che ne promuove la maturazione e la permanenza in circolo. Normalmente i precursori B diretti contro il self esprimono pochi o nessun recettore per BLyS; nel lupus questi recettori sono iper-espressi, così BLyS si lega ai precursori autoreattivi permettendone la sopravvivenza in circolo. La terapia somministra un anticorpo monoclonale che si lega al recettore di BLyS, bloccando a monte la maturazione delle B cellule autoreattive.

⚠️ Indicazioni del docente

Queste terapie sono appena uscite dalla fase 3 e stanno entrando in clinica. A un congresso recente è stato deciso di sperimentare un protocollo che combina l’anticorpo anti-interferone (Anifrolumab) e l’anticorpo anti-BLyS.

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