Diagnosi Clinica della Malattia di Parkinson

Criteri

La diagnosi clinica di Malattia di Parkinson si pone in presenza di:

  1. Bradicinesia — sintomo cardine, sempre presente e imprescindibile;
  2. almeno uno tra Tremore a Riposo Parkinsoniano e Rigidità Parkinsoniana.

Criterio di supporto (non fondamentale ma molto indicativo): miglioramento dei sintomi con la L-dopa (Levodopa), precursore della dopamina.

DaTscan, sezioni SPECT transassiali: (a) tremore essenziale, captazione alta e simmetrica di caudato e putamen; (b) malattia di Parkinson, putamen marcatamente ridotto e caudato asimmetrico; (c) demenza a corpi di Lewy, captazione quasi assente. Fonte: Wikimedia Commons (Nichols K.J. et al., CC BY 4.0).

Natura della diagnosi

  • La diagnosi è solamente clinica: gli esami strumentali (es. SPECT con DaTscan) la supportano ma non sono fondamentali.
  • È una diagnosi clinica di probabilità: la diagnosi definitiva è solo autoptica, post mortem, con sezioni cerebrali e colorazioni per l’α-sinucleina (Corpi di Lewy e α-Sinucleina).
  • Un esordio bilaterale fa pensare a patologie diverse dal Parkinson.
  • Un decadimento cognitivo all’esordio orienta verso la demenza a corpi di Lewy (Decadimento Cognitivo nella Malattia di Parkinson).

⚠️ Indicazioni del docente

  • In un altro punto della lezione il docente formula il requisito minimo come «bradicinesia con tremore e/o instabilità posturale; tutto il resto può essere variabile». La formulazione dei criteri riportata sopra (bradicinesia + tremore a riposo e/o rigidità) è quella data nella parte dedicata alla diagnosi.

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