Danno Cellulare
Le cellule possono subire due tipi di danno, distinti per intensità e durata.
- Danno acuto (intenso): danno grave e improvviso che supera la capacità di adattamento della cellula, che quindi muore. Esempio: infarto miocardico.
- Danno cronico (prolungato e lieve): danno meno intenso ma persistente nel tempo; la cellula vi risponde con modificazioni funzionali e strutturali, gli Adattamenti Cellulari (ipertrofia, iperplasia, metaplasia).
“Se l’adattamento fallisce” significa che lo stimolo supera la capacità adattativa della cellula — perché diventa troppo intenso, troppo prolungato, o perché la riserva metabolica si esaurisce — e la cellula non riesce più a mantenere l’omeostasi. A quel punto ha due possibili esiti:
- Apoptosi: morte cellulare programmata.
- Senescenza cellulare: perdita permanente della capacità proliferativa.
Esempio concreto. Un cardiomiocita sottoposto a ipertensione cronica si adatta con l’ipertrofia (più proteine contrattili per reggere il carico). Se l’ipertensione persiste o peggiora, la vascolarizzazione non cresce in proporzione alla massa: l’adattamento “fallisce”, i cardiomiociti vanno in ischemia e muoiono, e il tessuto è sostituito da fibrosi.
🔗 Collegamenti
- Adattamenti Cellulari — ⬇️ risposta al danno cronico
- Malattie Degenerative — ⬇️ conseguenza del danno con morte cellulare
- Stress Ossidativo — ⬆️ causa di danno cellulare