Migrazione Linfocitaria e Terapie Anti-integrine

I linfociti T, anche i naïve (mai attivati da un antigene), circolano continuamente tra sangue, linfonodi e tessuti facendo immunosorveglianza. Bloccando la loro migrazione si blocca la loro funzione nell’organo bersaglio: è il principio delle terapie anti-integrine per le malattie autoimmuni (SM, IBD).

Il movimento è regolato da:

  1. Molecole di adesione: selectine e integrine.
  2. Chemochine (addressine): piccole proteine che attirano le cellule verso un certo tessuto.

Cascata di migrazione (es. T naïve → linfonodo)

  1. Rolling: le selectine (legano zuccheri, es. CD34 glicosilato sull’endotelio) rallentano il linfocita facendolo rotolare sull’endotelio.
  2. Attivazione da chemochine: nel linfonodo le chemochine CCL19 e CCL21, legate all’endotelio, legano il recettore CCR7 sul linfocita → segnale che attiva le integrine.
  3. Adesione stabile: l’integrina LFA-1 (sui T naïve) passa ad alta affinità e si lega forte al ligando ICAM-1 sull’endotelio → il linfocita si ferma.
  4. Diapedesi: il linfocita passa tra le cellule endoteliali ed entra nel linfonodo.

(Vedi Reclutamento Leucocitario per la cascata analoga dei leucociti nell’infiammazione.)

Integrine bersaglio e farmaci

IntegrinaLigando (sede)FarmacoNote
LFA-1 (αLβ2)ICAM-1 (T naïve → linfonodo)Efalizumabritirato per effetti collaterali gravi
α4β1 (VLA-4)VCAM-1 (cute e SNC)Natalizumab (SM)efficace, ma blocco troppo diffuso → rischio PML da virus JC
α4β7MAdCAM-1 (intestino)Vedolizumab (IBD)selettivo per l’intestino → più sicuro

Homing intestinale (focus clinico)

  1. Nel linfonodo mesenterico un T naïve incontra una cellula dendritica derivata dall’intestino (gut DC).
  2. La gut DC, tramite acido retinoico, induce nel T attivato l’espressione dell’integrina α4β7 e del recettore chemochinico CCR9.
  3. Il T rientra in circolo e viene attratto selettivamente nell’intestino, il cui endotelio esprime MAdCAM-1 (lega α4β7) e i ligandi di CCR9.

Bersagli terapeutici intestinali: Vedolizumab (anti-α4β7); in sviluppo farmaci contro MAdCAM-1 e CCR9. Con il Vedolizumab si osserva soprattutto una riduzione dei Th17, i più coinvolti nella patogenesi delle IBD.

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