Necrosi

Evoluzione irreversibile di un danno cellulare. È invariabilmente dannosa per l’organismo, è anticipata da un processo di degenerazione cellulare o di rigonfiamento ed è un evento passivo, non mediato da proteine codificate dal genoma. Il rilascio del contenuto cellulare nell’interstizio innesca infiammazione.

Cause

Carenza di O₂, agenti fisici (radiazioni, temperatura), agenti infettivi (virus, batteri), agenti chimici (farmaci), patologie autoimmuni, allergie, alterazioni genetiche, squilibri nutrizionali.

Le cellule epatiche tollerano meglio l’ischemia grazie ad alcuni adattamenti: la doppia vascolarizzazione (arteria epatica + vena porta) garantisce un apporto ematico ridondante, e l’epatocita ha un metabolismo glicolitico-anaerobio efficiente con ampie riserve di glicogeno, che gli permettono di produrre ATP anche con poco ossigeno.

Condizioni che la inducono

  • Infezioni batteriche — i batteri proliferano nell’interstizio: competono con le cellule per i nutrienti, rilasciano tossine ed enzimi litici e richiamano i neutrofili, i cui enzimi lisosomiali digeriscono anche il tessuto (necrosi colliquativa/ascesso). Il danno quindi non è una “fagocitosi” delle cellule da parte dei batteri, ma deriva dalla sottrazione di nutrienti e dal danno enzimatico diretto e indiretto.
  • Infezioni virali — i virus si replicano dentro la cellula causandone lisi e necrosi, quindi infiammazione.
  • Autoimmunità — i linfociti attaccano le cellule self, generando infiammazione cronica; richiede immunosoppressione, che a sua volta aumenta il rischio di infezioni.
  • Squilibri nutrizionali — deficit proteico/vitaminico, obesità, anoressia; danno infiammazione cronica (soprattutto l’obesità).
  • Tumori — le aree centrali sono spesso necrotiche, quindi infiammate.

Meccanismi della necrosi cellulare

  1. Citoplasma — sede delle prime fasi. Aumenta l’eosinofilia (il citoplasma si colora più intensamente di rosa) per due cause sommate: la perdita dell’RNA citoplasmatico (che è basofilo, blu) e la denaturazione/coagulazione delle proteine, che espone gruppi capaci di legare l’eosina. La denaturazione è perdita di forma e funzione, non degradazione; diminuisce anche l’mRNA, con perdita di funzione. Alcune proteine possono non denaturarsi e precipitare nella cellula.
  2. Evoluzione — necrosi coagulativa o colliquativa a seconda di cosa prevale (vedi Tipi di Necrosi): se prevale la denaturazione delle proteine — inclusi gli enzimi litici, che denaturati restano inattivi — l’architettura del tessuto si “fissa” e le cellule, pur morte, restano riconoscibili per giorni (coagulativa); se invece prevale la digestione enzimatica (enzimi ancora attivi, propri della cellula o dei neutrofili) il tessuto si liquefa e le cellule si dissolvono (colliquativa).
  3. Nucleo — lisi del DNA da parte di enzimi (es. elicasi), con diversi quadri a seconda del tessuto e del contesto:
    • Picnosi — riduzione del volume nucleare e aumento della basofilia (il nucleo si condensa e diventa più colorabile).
    • Carioressi — frammentazione del nucleo in picnosi.
    • Cariolisi — lisi del DNA: i frammenti nucleari vengono completamente degradati e scompare la colorazione nucleare.

Guarigione e rischio tumorale

La guarigione può avvenire per rigenerazione o per fibrosi. L’infiammazione cronica stimola rigenerazione e proliferazione cellulare, aumentando il rischio di errori nel DNA e quindi di carcinoma (es. steatonecrosi epatica → epatocarcinoma).


(Integrazione da: sbobina 245-249)

🔬 Reperto istologico

Aspetto generale del tessuto necrotico:

  • Cellule anucleate e molto eosinofile.
  • Tessuto disorganizzato.
  • Edema interstiziale.
  • Nella necrosi coagulativa si distingue ancora la forma delle cellule (architettura conservata per un po’, cellule anucleate e intensamente eosinofile); nella colliquativa il tessuto è completamente liquefatto e disgregato (digestione enzimatica prevalente, tipica di cervello e ascessi).

🔗 Collegamenti