Lavaggio delle Mani

Ignaz Semmelweis nel 1860: il medico che dimostrò come il lavaggio delle mani degli ostetrici riducesse drasticamente la mortalità per febbre puerperale. Fonte: Wikimedia Commons, «Ignaz Semmelweis 1860.jpg» (After Jenő Doby’s engravig; Public domain).

Importanza

È un intervento fondamentale di Sanificazione. Bastano acqua e sapone, seguendo le indicazioni per un lavaggio efficace. Dovrebbe essere applicato da tutti gli operatori sanitari perché salva vite. È un argomento facile da affrontare ma difficile da ottenere nella pratica: anche al Policlinico di Milano esistono ancora infezioni correlate all’assistenza, la maggior parte delle quali è veicolata da mani non lavate.

Acqua e sapone vs soluzione idroalcolica

Il lavaggio con soluzione alcolica ha meno passaggi e richiede meno tempo rispetto a quello con acqua e sapone.

Sorveglianza

Per sapere se in ambiente sanitario ci si lava le mani si usa una sorveglianza indiretta, fatta dalla direzione sanitaria in tutte le regioni: si valuta il consumo di soluzioni idroalcoliche nelle strutture ospedaliere. Si dice che i più resistenti alla formazione e agli aggiornamenti sul lavaggio delle mani siano i medici, soprattutto chirurghi e anestesisti.

Questa sorveglianza è anche una raccomandazione dell’OMS, che ha definito una soglia di consumo considerata normale per poter parlare di un buon lavaggio delle mani.

Gli ultimi dati per la Lombardia (secondo semestre 2024) riguardano 167 strutture ospedaliere: tutte le strutture pubbliche più alcune private su base volontaria. Il confronto tra i consumi dichiarati e il limite dell’OMS mostra che c’è ancora molto da fare: in un contesto già critico emergono criticità importanti.


(Integrazione da: sbobina 15)

Lavaggio delle mani e rischio clinico

  • Storia: Semmelweis (1847) impose il lavaggio delle mani con una soluzione di cloruro di calcio a chi entrava in corsia dopo le autopsie, per prevenire la febbre puerperale (vedi Storia del Rischio Clinico). Il mancato lavaggio è l’esempio classico di errore di negligenza.
  • Oggi: il lavaggio non avviene correttamente per momento, gestualità e durata; negli ospedali milanesi solo il 40–60% degli operatori si lava le mani in modo corretto, e un gran numero di infezioni ospedaliere è correlato all’assistenza.
  • È la misura più efficace per ridurre le infezioni associate all’assistenza, ed è stato il primo passo mondiale dell’OMS sul rischio clinico, partendo dal primo errore che fanno tutti. Il modello è uguale in tutto il mondo.
  • Nel 2006 il Ministero della Salute, con le Regioni, ha lanciato la campagna nazionale “Cure pulite sono cure più sicure”, per promuovere l’adesione alle linee guida OMS sull’igiene delle mani nell’assistenza sanitaria.

⚠️ Indicazioni del docente

  • I tempi e la gestualità differiscono tra lavaggio con acqua e sapone e con gel alcolico: sono riportati nello schema delle slide e vanno verificati e studiati.
  • Lavoro da consegnare entro una settimana prima della data d’esame scelta (vale per ogni sessione, compreso il parziale di gennaio/febbraio): un’osservazione sul lavaggio delle mani di 10 o più persone (studenti, specializzandi, strutturati, infermieri) in un reparto frequentato, registrando tempi, momento (prima della visita, dopo, prima della sala, ecc.) e tipo di soluzione usata (acqua o gel), con un commento sulla correttezza del lavaggio. Le indicazioni complete sono nelle slide.

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