Buspirone
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Farmaci Ansiolitici.
A differenza delle altre molecole di quella nota, non agisce sul GABA: qui trovi il suo meccanismo proprio e ciò che ne consegue. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.
Classe: ansiolitico non benzodiazepinico, azapirone; agonista parziale 5-HT1A · ATC: N05BE01 · Nomi commerciali (IT): Buspar, Buspimen · PubChem CID 2477
Perché questa molecola
È l’ansiolitico che non tocca il sistema GABAergico — l’unica eccezione nell’elenco dei farmaci impiegati che compare in Farmaci Ansiolitici, e per questo l’unico che non porta con sé nessuna delle conseguenze del potenziamento del Recettore GABA-A:
- nessuna sedazione, nessun hangover, nessuna compromissione psicomotoria;
- nessun miorilassamento e nessun effetto anticonvulsivante;
- nessun sinergismo con l’alcol;
- nessuna tolleranza, nessuna dipendenza, nessuna sindrome da sospensione.
Il prezzo è altrettanto netto: l’effetto compare dopo 2-4 settimane, come per un antidepressivo. È quindi inutile al bisogno, e il paziente abituato all’effetto immediato di una benzodiazepina lo percepisce come inefficace e lo abbandona — la ragione principale per cui, pur essendo il più sicuro degli ansiolitici, è poco prescritto. Non funziona nel disturbo di panico e non copre l’astinenza da benzodiazepine: chi lo usa per svezzare un paziente dalle BZD fallisce, perché non ha attività sul recettore da cui il paziente dipende.
Struttura
Struttura 2D del buspirone (PubChem CID 2477). Formula C₂₁H₃₁N₅O₂, PM 385,5 g/mol.
Un azapirone: una pirimidinil-piperazina (la porzione che riconosce il recettore 5-HT1A) unita da una catena butilica a un anello azaspirodecandionico. Nessuna parentela chimica né con le benzodiazepine né con i barbiturici.
Farmacodinamica
Catena d’azione: buspirone → agonista parziale 5-HT1A → sugli autorecettori presinaptici del nucleo del rafe riduce da subito il firing serotoninergico, ma con la somministrazione cronica questi autorecettori si desensibilizzano → il tono serotoninergico verso l’amigdala e la corteccia prefrontale si riassesta verso l’alto, mentre l’agonismo parziale sui recettori postsinaptici stabilizza la trasmissione. È questa desensibilizzazione a richiedere settimane, ed è la ragione della latenza.
flowchart TD A["buspirone"] --> B["agonista PARZIALE 5-HT1A"] B --> C["autorecettori presinaptici<br/>del nucleo del rafe"] B --> D["recettori postsinaptici<br/>amigdala, corteccia prefrontale"] C --> E["acuto: ↓ firing serotoninergico<br/>= nessun effetto clinico"] C --> F["cronico (2-4 settimane):<br/>DESENSITIZZAZIONE degli autorecettori"] F --> G["✅ effetto ANSIOLITICO"] D --> G A -.->|"nessuna azione sul GABA-A"| H["✅ no sedazione · no miorilassamento<br/>✅ no dipendenza · no sinergismo con l'alcol<br/>❌ ma latenza di settimane"] A --> I["antagonismo D2 debole<br/>(presinaptico)"]
Il confronto con le benzodiazepine è istruttivo proprio perché i due farmaci curano lo stesso sintomo passando da sistemi diversi: il GABA spegne il circuito, la serotonina lo ritara.
Farmacocinetica
- Biodisponibilità orale: ~4% — bassissima, per un primo passaggio epatico massiccio; il cibo la aumenta rallentando il metabolismo presistemico.
- Metabolismo: epatico via CYP3A4 → 1-PP (1-pirimidinilpiperazina), metabolita attivo con attività α2-antagonista.
- Emivita: 2-3 h → 2-3 somministrazioni/die, un limite pratico all’aderenza.
- Eliminazione: urinaria come metaboliti.
Posologia e monitoraggio
Orale 5 mg × 2-3/die, aumentando di 5 mg ogni 2-3 giorni fino a 20-30 mg/die (max 60). Va spiegato al paziente che l’effetto arriva in 2-4 settimane e che il farmaco non funziona al bisogno: senza questa spiegazione la terapia fallisce per abbandono. Nessun TDM.
Tossicità
Profilo mite, ed è il suo punto di forza:
- Vertigini (il più frequente), cefalea, nausea, nervosismo, insonnia.
- Nessuna sedazione clinicamente rilevante, nessuna compromissione psicomotoria.
- Nessuna tolleranza né dipendenza: non compare nelle liste dei farmaci con potenziale d’abuso.
- Raro: sintomi extrapiramidali e acatisia, per il debole antagonismo D2 presinaptico.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: uso concomitante o recente (entro 14 giorni) di IMAO — rischio di crisi ipertensiva; insufficienza epatica o renale grave.
- Gruppi speciali: anziano — nessun aggiustamento specifico, ed è anzi preferibile alle benzodiazepine per l’assenza di sedazione e cadute; epatopatico e nefropatico → dose ridotta.
- Interazioni rilevanti:
- ⚠️ IMAO (tranilcipromina, Moclobemide) → controindicati.
- ⚠️ Sindrome serotoninergica in associazione con SSRI, SNRI, triptani, Tramadolo: cautela e sorveglianza clinica.
- Inibitori del CYP3A4 — ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina, ritonavir, succo di pompelmo → i livelli possono aumentare di diverse volte: dose ridotta.
- Induttori (rifampicina, Carbamazepina) → perdita di efficacia.
- Antidoto: nessuno; il margine di sicurezza in sovradosaggio è comunque ampio.
Posto in terapia
Disturbo d’ansia generalizzato, in particolare nel paziente in cui le benzodiazepine sono da evitare: storia di disturbo da uso di sostanze o di alcol, anziano a rischio di cadute, paziente che deve guidare o lavorare senza sedazione. Utile anche come augmentation di un antidepressivo nella depressione resistente e per la disfunzione sessuale da SSRI. Non ha ruolo nel panico né nell’ansia acuta. In commercio in Italia.
🔗 Compare in
- Farmaci Ansiolitici — la nota di classe: è l’unico dell’elenco che non agisce sul GABA.
- Benzodiazepine — il confronto: effetto immediato e dipendenza contro latenza e sicurezza.
- Agonista Parziale — il principio farmacodinamico su cui si regge.
- Serotonina — il sistema su cui agisce, e i recettori 5-HT1A.
Fonti: PubChem CID 2477 (struttura, formula, ATC N05BE01); DailyMed SPL buspirone e RCP Buspar per posologia, latenza d’effetto, biodisponibilità, controindicazione con gli IMAO e interazioni CYP3A4; NICE CG113 per il posto in terapia nel disturbo d’ansia generalizzato; sbobina 26 per l’inserimento nell’elenco dei farmaci impiegati. Consultate il 2026-08-19.