Vigabatrin

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Farmaci Antiepilettici GABAergici.

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: inibitore irreversibile della GABA-transaminasi (analogo strutturale del GABA) · ATC: N03AG04 · Nomi commerciali (IT): Sabril · PubChem CID 5665

Perché questa molecola

È l’unico antiepilettico progettato a tavolino partendo dal bersaglio invece che dallo screening: negli anni ‘70 si cercava un analogo del GABA che l’enzima catabolico riconoscesse come substrato ma non riuscisse a smaltire, e il vigabatrin è esattamente questo — un inibitore suicida (substrato inattivante) della GABA-transaminasi, che si lega covalentemente al PLP nel sito attivo e lo distrugge.

Da qui discende il suo tratto farmacologico più istruttivo, ed è il motivo per cui merita una scheda: la sua durata d’azione non ha nulla a che vedere con l’emivita plasmatica. Il farmaco sparisce dal sangue in 5-8 ore, ma l’effetto dura giorni, perché per tornare alla normalità la cellula deve risintetizzare l’enzima — lo stesso principio della tranilcipromina fra gli IMAO e dell’aspirina sulla COX piastrinica.

Il prezzo di questo blocco permanente è ⚠️ una tossicità che ha cambiato la storia del farmaco: la perdita concentrica irreversibile del campo visivo, in circa un terzo dei trattati. Il vigabatrin è oggi il caso-scuola dell’antiepilettico relegato a farmaco di nicchia non per scarsa efficacia, ma per un effetto avverso non reversibile.

Struttura

Struttura 2D del vigabatrin (PubChem CID 5665). Formula C₆H₁₁NO₂, PM 129,16 g/mol.

È il GABA con un gruppo vinilico aggiunto: la somiglianza è ciò che gli permette di entrare nel sito attivo dell’enzima, il vinile è ciò che lo rende una trappola.

Farmacodinamica

Catena d’azione: vigabatrin → entra nel sito attivo della GABA-transaminasi come falso substrato → forma un legame covalente irreversibile con il cofattore piridossal-fosfato → l’enzima è distrutto → il GABA non viene più degradato → ↑ GABA cerebrale (2-3 volte) → potenziamento del tono inibitorio.

flowchart TD
  A["GABA rilasciato in sinapsi"] --> B["ricaptato da neurone e glia"]
  B --> C["GABA-transaminasi (GABA-T)"]
  C --> D["semialdeide succinica → catabolismo"]
  V["vigabatrin"] -->|inibizione suicida<br/>legame covalente al PLP| C
  C -.->|enzima distrutto| E["GABA non degradato → accumulo"]
  E --> F["↑↑ GABA disponibile per il recettore GABA-A"]
  F --> G["↑ potenziali post-sinaptici inibitori"]
  G --> H["soglia convulsiva innalzata"]
  E --> I["⚠️ accumulo di GABA anche nella retina<br/>→ perdita concentrica del campo visivo"]
  J["ripresa dell'effetto solo dopo<br/>RISINTESI dell'enzima (giorni)"] -.-> C

A differenza di benzodiazepine e barbiturici, che agiscono sul recettore, il vigabatrin e la tiagabina agiscono sulla disponibilità del neurotrasmettitore — rispettivamente bloccandone la degradazione e il re-uptake.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: ~80%, non influenzata dal cibo.
  • Profarmaco: no. Si somministra come racemo; solo l’enantiomero S(+) è attivo.
  • Metabolismo: praticamente assente — non è substrato né inibitore dei CYP (è un induttore debole del CYP2C9).
  • Legame proteico: nullo.
  • Emivita plasmatica: 5-8 h, ma irrilevante ai fini della posologia: la durata d’azione dipende dalla risintesi enzimatica → 2 somministrazioni/die.
  • Eliminazione: renale immodificato (~80%) → dose da ridurre nell’insufficienza renale.

Posologia e monitoraggio

Orale. Spasmi infantili (sindrome di West): 50 mg/kg/die salendo fino a 100-150 mg/kg/die. Crisi parziali resistenti nell’adulto: 1 g/die iniziali fino a 2-3 g/die in due dosi. ⚠️ Monitoraggio obbligatorio del campo visivo (perimetria, ERG nei bambini che non collaborano) prima dell’inizio e poi ogni 3-6 mesi, e per un periodo dopo la sospensione. Negli USA il farmaco è distribuito solo attraverso un programma REMS dedicato.

Tossicità

  • ⚠️ Perdita concentrica bilaterale e permanente del campo visivo nel ~30-40% dei trattati: si sviluppa dopo mesi-anni, è asintomatica finché non è avanzata e non regredisce alla sospensione. È il motivo per cui il farmaco è di ultima linea.
  • Anomalie di segnale alla RM (edema intramielinico reversibile) nei lattanti trattati per spasmi infantili.
  • Comuni: sonnolenza, affaticamento, aumento di peso, vertigini, disturbi comportamentali.
  • ⚠️ Peggiora le assenze e le mioclonie — il potenziamento GABAergico talamico è esattamente ciò che le assenze non tollerano.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità; difetti preesistenti del campo visivo.
  • Gruppi speciali: insufficienza renale → riduzione di dose; usato nel lattante per gli spasmi infantili, dove il rapporto rischio/beneficio è favorevole perché la sindrome di West non trattata è devastante. Sospensione sempre graduale.
  • Interazioni rilevanti: poche, per l’assenza di metabolismo. Riduce di ~20% i livelli di fenitoina con meccanismo non chiarito. Effetto additivo con ogni depressore del SNC.
  • Antidoto: non esiste; il danno visivo non è reversibile né trattabile.

Posto in terapia

Prima scelta negli spasmi infantili (sindrome di West), in particolare quando associati a sclerosi tuberosa — è la sola indicazione in cui è farmaco d’elezione e non di riserva. Nell’adulto è riservato alle crisi parziali farmacoresistenti in add-on, dopo il fallimento delle altre opzioni e con consenso informato esplicito sul rischio visivo. In commercio in Italia.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 5665 (struttura, formula, ATC N03AG04); RCP Sabril e DailyMed SPL (programma REMS) per posologia, monitoraggio del campo visivo, tossicità e interazioni; sbobina 29 per l’inquadramento didattico. Consultate il 2026-08-19.