Cluster — MHC-HLA

Il secondo grande sistema di riconoscimento dell’immunità adattativa: le molecole che presentano i peptidi ai linfociti T e che, nel loro insieme, definiscono il self molecolare. Il filo parte dalla funzione e dalla genetica del complesso (classi I, II, III), passa al polimorfismo che ne è la cifra distintiva (aplotipi, ibridi, espressione modulata) e si chiude con la sua origine evolutiva e con le ricadute cliniche (predisposizione a malattie, tipizzazione per i trapianti).


Il sistema MHC e la sua genetica

  • MHC-HLA — funzione generale: presentare antigeni endogeni/proteici ai T; il complesso binario MHC+peptide come vero stimolo.
  • Geni dello MHC — locus sul braccio corto del cromosoma 6, la regione più polimorfa del genoma; loci di classe I, II, III. → la genetica si traduce in due tipi di molecola con bersagli T opposti:
  • MHC di Classe I — su tutte le cellule nucleate, peptidi endogeni 8-12 aa ai CD8; catena α + β2m.
  • MHC di Classe II — sulle APC, peptidi esogeni ai CD4; catene α e β.
  • MHC di Classe III e Recettori Olfattivi — geni interposti, recettori olfattivi e attrazione/fertilità legate alla diversità HLA.

Polimorfismo, aplotipi e variabilità

Origine evolutiva e clinica

  • Scoperta del MHC nel Topo — i trapianti di cute e i topi inbred/congenici che mapparono l’MHC sul cromosoma 17.
  • Co-evoluzione MHC-Patogeni — la corsa agli armamenti ospite-patogeno (EBV/HLA-A11, malaria/HLA-B53). → il polimorfismo che protegge dalle infezioni è la stessa base della suscettibilità autoimmune:
  • Associazione HLA-Malattie — alleli e predisposizione (B27/spondilite, DR3-DR4/diabete), prognosi e farmacogenetica.
  • Tipizzazione HLA — determinazione del corredo HLA: trapianti, paternità, tossicità da farmaci.

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