Rigetto del Trapianto

Il rigetto è un fenomeno immunologico che causa il mancato attecchimento del tessuto trapiantato. Il sistema immune riconosce l’organo come diverso dal self e lo aggredisce. È causato dalla presenza di antigeni HLA diversi da quelli del ricevente. Tutto il sistema immune è incentrato sul distinguere il self dal non-self e attaccare il non-self dannoso: questo ha garantito la sopravvivenza nel corso dell’evoluzione, che però non prevedeva la possibilità di trapiantare organi.

Esempi nel topo:

  • Trapianto di cute da A ad A → nessun rigetto.
  • Trapianto di cute da B ad A → rigetto.
  • Trapianto di cute da topo B a topo figlio AB → nessun rigetto.
  • Trapianto di cute da topo figlio AB a topo A → rigetto.

Cellule coinvolte

Sono coinvolte tutte le cellule immuni: linfociti B, linfociti T (CD4 e CD8), complemento e macrofagi. Clinicamente la maggior parte dei rigetti è mediata dall’immunità cellulare, cioè dai linfociti T attivati dalle HLA espresse sulla superficie dell’organo.

Pathway di riconoscimento

Il sistema immune del ricevente riconosce gli antigeni dell’organo attraverso due vie:

  1. Pathway diretto: l’HLA sulla superficie dell’organo è riconosciuto direttamente dai linfociti CD4 e CD8. Questo presuppone che la selezione positiva timica sia in parte difettiva, mettendo in circolo anche linfociti non specifici per il self (non si sa ancora perché). In alternativa può essere dovuto a mimetismo: l’HLA di classe I e II dell’organo assomiglia ad antigeni virali o batterici, e il sistema immune crede di riconoscere un patogeno.
  2. Pathway indiretto: l’HLA dell’organo viene catturato, processato e presentato insieme all’HLA-self dalle APC, che stimolano i linfociti.

Dinamica della reazione

  1. I CD4 sono attivati dagli MHC II e producono citochine.
  2. Le citochine stimolano i CD8, che riconoscono gli MHC I e causano la lisi dell’organo trapiantato (i CD8, senza le citochine prodotte dai CD4, non funzionano in modo ottimale).

Clinicamente le differenze di MHC di classe II sono più importanti di quelle di classe I, perché gli MHC II sono essenziali nella stimolazione dei CD4 helper che attivano i CD8 anti-MHC I. La concordanza di MHC II tra donatore e ricevente comporta un’attivazione molto più debole dei CD8 e quindi minore probabilità di rigetto.

Wash out

In teoria si potrebbe bypassare il rigetto con il wash out, cioè rimuovendo prima del trapianto tutte le cellule dendritiche che esprimono HLA (nel topo, immergendo l’organo in soluzione fisiologica per 12 ore). Nell’uomo non funziona, perché le cellule endoteliali degli organi esprimono MHC II che stimola i CD4 e quindi i CD8: per rimuoverle bisognerebbe eliminare l’intera rete vascolare.

Leggi fondamentali della concordanza

Tanto maggiore è la concordanza allelica tra donatore e ricevente, tanto migliore è l’esito. Una concordanza perfetta è impossibile, eccetto tra gemelli omozigoti. Il matching di classe II è più importante di quello di classe I, perché evita l’attivazione dei CD4.

  • 1-2 mismatch di MHC I = no big deal
  • 1-2 mismatch di MHC II = big deal
  • Mismatch sia in MHC I che in MHC II = very big deal

Nei registri d’organo si effettua in prima battuta il matching delle differenze di MHC II; se non vi sono differenze di classe II ma solo di classe I, il ricevente viene avvisato della disponibilità dell’organo. La presenza di mismatch riesce a sovrastare l’effetto dei farmaci immunosoppressori, che pur potenti non spengono completamente il sistema immune: l’organo viene quindi rigettato comunque.

⚠️ Indicazioni del docente

Prima di un trapianto si esegue un test di compatibilità, salvo casi urgenti come il trapianto di polmone (il paziente rischia di soffocare e non c’è tempo per testare l’organo).

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