Indicazioni e Controindicazioni alla Trombolisi
Origine dei criteri
Il rapporto rischio/beneficio della Trombolisi Sistemica portò a definire una finestra temporale: secondo gli studi originali la finestra si chiude verso le 4,5 ore, mentre a 6 ore si ha peggioramento clinico. Per evitare di causare un danno certo si cercò di limitare il trattamento con criteri di inclusione ed esclusione.
Criteri di inclusione:
- sospetto ictus ischemico;
- deficit neurologico misurabile (Scala NIHSS);
- esordio dei sintomi < 4,5 h;
- età > 18 anni.
Criteri di esclusione storici, oggi rivisti (vedi “Situazioni particolari”):
- età > 80 anni;
- NIHSS > 25;
- TAO indipendentemente dall’INR;
- pregresso ictus con diabete concomitante;
- segni di ischemia precoce in > 1/3 del territorio dell’ACM.
a) Indicazioni al trattamento
- Età > 18 anni. Nei minori sono in corso studi, senza dati definitivi. In passato era richiesta un’età < 80 anni: oggi non è più una controindicazione (buonsenso).
- Ictus ischemico sintomatico: deficit misurabile di linguaggio, motorio, cognitivo, di sguardo, del visus e/o neglect (NIHSS). L’ictus deve determinare un deficit.
- Inizio dei sintomi entro 4,5 ore: oltre, la penombra non c’è più, resta solo la necrosi; non c’è tessuto da recuperare e il rischio di infarcimento emorragico è altissimo.
- Sintomi presenti da almeno 30 minuti. I sintomi vanno distinti, nei limiti del possibile, da sincope, crisi epilettica e crisi emicranica: bisogna essere ragionevolmente sicuri che sia un ictus.
- Consenso informato: se il paziente è in grado va chiesto a lui; altrimenti al tutore legale. Trattandosi di un evento acuto, il tutore di solito non c’è: se non è disponibile si può procedere, essendo una procedura salvavita.
b) Controindicazioni anamnestiche
Sembrano moltissime, ma la trombolisi si fa spesso.
- Sanguinamento in atto.
- Grave diatesi emorragica nota:
- TAO (es. Coumadin) con INR > 1,7, oppure EBPM nelle 24 h precedenti, oppure eparina nelle 48 h precedenti con aPTT elevato.
- NAO: non sono controindicazione se non assunti nelle 48 h precedenti e/o se i test appropriati sono normali (tempo di trombina, tempo di ecarina o Hemoclot per il dabigatran; anti-Xa per rivaroxaban o apixaban).
- Intervento chirurgico maggiore o trauma severo non cranico (< 14 giorni): relativa, valutare rischio/beneficio.
- Pazienti > 70 anni con STEMI nelle ultime 6-7 settimane.
- Pericardite: relativa.
- Endocardite: controindicazione importante, perché gli emboli settici cerebrali hanno altissimo rischio di sanguinamento.
- Sanguinamento gastroenterico/genitourinario (< 21 giorni).
- Malattia ulcerosa gastroenterica (< 3 mesi).
- Pancreatite acuta.
- Grave epatopatia: insufficienza epatica, cirrosi, ipertensione portale (varici esofagee), epatite attiva.
- Puntura di vaso non comprimibile (es. succlavia, giugulare) (la sbobina riporta ”> 7 giorni”).
- Massaggio cardiaco esterno traumatico, parto (< 10 giorni).
- Neoplasia con aumentato rischio emorragico.
- Retinopatia emorragica: valutare rischio/beneficio.
- Gravidanza: relativa.
c) Controindicazioni neurologiche
- Storia o sospetto di emorragia intracranica in atto: si vede subito alla TC.
- Sospetto clinico di ESA anche con TC negativa: raramente l’ESA dà TC negativa (vedi Diagnosi dell’Emorragia Subaracnoidea).
- Insorgenza > 4,5 h o ora di insorgenza non nota: tipico l’ictus al risveglio (il paziente va a letto bene e si sveglia con emiparesi). (Integrazione da: sbobina 10) Oggi nei pazienti con esordio non noto la selezione può basarsi sul mismatch all’imaging: vedi Ictus a Esordio Sconosciuto (Wake-up Stroke) e Mismatch Radiologico e Finestra Terapeutica Estesa.
- Regressione dei sintomi: se scompaiono è suggestivo di TIA. Se migliorano ma persistono, il trattamento è indicato (fino a poco tempo fa non era così).
- Ipodensità > 1/3 del territorio della cerebrale media alla TC: con un’ischemia estesa il rischio emorragico è altissimo.
- Chirurgia spinale/intracranica (< 3 mesi).
- Aneurisma intracranico non rotto > 10 mm.
- MAV non trattata (valutare rischio/beneficio).
- Neoplasie cerebrali intra-assiali.
- Grave trauma cranico (< 3 mesi).
- Ictus negli ultimi 3 mesi: non assoluta, valutare rischio/beneficio.
- Crisi convulsiva all’esordio: relativa. Dopo una crisi focale può esserci un deficit post-critico (emiparesi che si risolve); d’altra parte molti ictus esordiscono con una crisi. Se c’è evidenza clinica e/o neuroradiologica di occlusione della cerebrale media bisogna trattare anche nel dubbio: il trattamento va dato se c’è evidenza che il deficit sia ischemico e non post-critico.
d) Controindicazioni internistiche
- Disordini della coagulazione: INR > 1,7, PT > 15 s, aPTT > 40 s, piastrine < 100.000/mm³.
- Ipertensione arteriosa grave (PAS > 185 mmHg o PAD > 110 mmHg): serve una terapia antipertensiva aggressiva per riportare la PA entro questi limiti.
- Glicemia < 50 mg/dL: può mimare l’ictus; se corretta e i sintomi persistono, il trattamento è indicato.
- Glicemia > 400 mg/dL: aumenta molto il rischio emorragico; se ridotta < 200 e i sintomi persistono, il trattamento è indicato.
- Dissecazione aortica.
Situazioni particolari
Età > 80 anni
Razionale: l’età avanzata è tra i principali fattori di outcome negativo (mortalità alla dimissione 2-3 volte superiore sopra gli 80 anni); la maggior parte degli RCT su alteplase aveva escluso i pazienti molto anziani.
- Efficacia: buon outcome nel 29% vs 19% dei pazienti > 80 anni trattati entro 3 h (Wardlaw et al., Lancet 2012).
- Mortalità: nessun aumento a 3 mesi negli studi osservazionali (SITS-ISTR, VISTA).
- Sicurezza: modesto ma significativo aumento di ICH (OR 1,40).
Raccomandazione: nella finestra 0-3 h l’alteplase è raccomandato in tutti i pazienti eleggibili, indipendentemente dall’età. L’età avanzata è un fattore prognostico negativo indipendente ma non riduce l’efficacia del trattamento. Nella finestra 3-4,5 h non sembrano esserci differenze tra > 80 e < 80 anni.
Stroke severo (NIHSS > 25)
Razionale: la severità dello stroke e l’edema cerebrale alla TC basale sono i principali predittori indipendenti di ICH dopo alteplase (NINDS A/B).
- Le metanalisi di RCT non hanno trovato fattori preesistenti che modificano l’efficacia, NIHSS incluso.
- I pazienti con stroke severo hanno comunque maggiore probabilità di outcome migliore se trattati (IST-3).
- L’effetto terapeutico non decresce con la severità.
Raccomandazione: nella finestra 0-3 h l’alteplase è raccomandato anche nello stroke severo, nonostante l’aumentato rischio di ICH. Nella finestra 3-4,5 h il beneficio è incerto.
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Mild stroke
Razionale: non esporre al rischio di ICH pazienti con presunto buon outcome.
Problemi:
- definizione di mild stroke (NIHSS < 5? disabilitante vs non disabilitante?);
- basso NIHSS ≠ ridotta disabilità residua (es. afasia, monoparesi);
- scarsa sensibilità della NIHSS per stroke della fossa posteriore o dell’emisfero non dominante;
- nessuna sensibilità della NIHSS all’esordio per le conseguenze a lungo termine (depressione, deficit cognitivi, fatica).
Evidenza: il rischio di ICH nello stroke lieve è trascurabile (0-2%).
Raccomandazione: alteplase raccomandato nel mild stroke verosimilmente disabilitante; nello stroke verosimilmente non disabilitante serve una valutazione rischio/beneficio caso per caso.
Rapido miglioramento
Razionale: non esporre al rischio di ICH pazienti con verosimile TIA.
Problemi:
- miglioramento ≠ fluttuazione del quadro (occlusione → parziale ricanalizzazione → ri-occlusione);
- un paziente con NIHSS > 10 difficilmente ha una completa restitutio ad integrum e spesso ha disabilità residua;
- il miglioramento precoce è il principale fattore di rischio per successivo deterioramento nei pazienti con stroke lieve non trattati.
Raccomandazione: alteplase raccomandato nei pazienti con miglioramento spontaneo ma disabilità residua persistente. Il trattamento non va ritardato per osservare eventuali miglioramenti.
Pressione arteriosa
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In fase iperacuta l’ipertensione è una risposta fisiologica e non richiede terapie aggressive:
- la PA aumenta in risposta all’occlusione, nel tentativo di riperfondere la penombra;
- nell’ictus acuto si perde l’autoregolazione del flusso cerebrale (vedi Flusso Ematico Cerebrale e Autoregolazione);
- l’ipotensione danneggia la penombra e peggiora l’outcome.
Glicemia
Razionale: ipoglicemia e iperglicemia possono causare deficit focali stroke-like. L’iperglicemia inoltre accelera la necrosi dopo ischemia, riduce la ricanalizzazione ed è un fattore di rischio indipendente di sICH dopo rtPA.
Raccomandazione: rtPA considerabile dopo correzione della glicemia (50-400 mg/dL) e rivalutazione neurologica.
Diabete e stroke precedente
Razionale: il diabete è un predittore indipendente di outcome negativo, ma la combinazione stroke pregresso/diabete non sembra associata a maggior rischio di sICH o a peggior outcome dopo rtPA.
Raccomandazione: rtPA raccomandato nella finestra 0-3 h, considerabile in quella 3-4,5 h.
Alterazioni della coagulazione
- Piastrinopenia (< 100.000/mm³): controindicazione assoluta.
- Insufficienza renale: nessun aumento di ICH/sICH nell’IRC avanzata.
- Insufficienza epatica: nessun aumento di ICH/sICH se aPTT e INR sono normali.
- Warfarin a dosi subterapeutiche (INR < 1,7): nessun aumento di sICH, anche nella finestra 3-4,5 h.
- Eparina: rtPA non raccomandato se aPTT > 40 s.
- EBPM assunta < 24 h, a dose profilattica o anticoagulante: controindicazione (sICH ×8, mortalità ×5, indipendenza a 3 mesi < 70%).
- Inibitori diretti di trombina/fattore Xa: rtPA non raccomandato se assunti < 48 h con funzione renale normale.
Patologie cardiache
- IMA e stroke concomitanti: rtPA 0,9 mg/kg seguito da PTCA + stenting.
- IMA < 3 mesi: rischio di lisi di trombi intramurali, rottura di cuore, trasformazione emorragica di pericardite post-IMA. rtPA raccomandato in NSTEMI e STEMI destro o infero-posteriore; attenzione allo STEMI anteriore con FE depressa.
- Endocardite: controindicazione assoluta (7/8 sICH).
- Pericardite o probabili trombi in atrio sinistro: valutazione rischio/beneficio con il cardiologo.
Comorbidità neurologiche
- Intervento neurochirurgico < 3 mesi: controindicazione assoluta.
- Stroke < 3 mesi: aumentato rischio di sICH, stratificazione del rischio non chiara.
- Storia di ICH: controindicazione assoluta, ma senza dati in letteratura; il rischio di sICH è verosimilmente proporzionale al volume della zona malacica, alla sua posizione rispetto allo stroke attuale e al tempo trascorso.
- Microbleeds: nessun aumento di sICH per presenza o numero (vedi Leucoaraiosi).
- Aneurisma intracranico: nessun aumento di sICH per aneurismi < 10 mm; nessun dato sugli aneurismi giganti (vedi Aneurisma Cerebrale).
- MAV: controindicazione assoluta.
- Neoplasie del SNC: pochi dati; rtPA probabilmente sicuro nelle neoplasie extra-assiali, non raccomandato nelle gliali.
⚠️ Indicazioni del docente
Take home messages:
- Nella valutazione in PS del paziente con ictus ischemico il buon senso clinico conta quanto le linee guida.
- La NIHSS può sottostimare la gravità del quadro e il deficit residuo, specie nell’occlusione basilare o vertebrale (BAO/VAO).
- Distinguere un effettivo miglioramento dalle fluttuazioni cliniche.
- Non perdere tempo: un’osservazione prolungata o esami di II livello non devono ritardare l’rtPA.
- Non aver paura: il rischio di sICH nei pazienti con basso NIHSS o con stroke mimics è molto basso.
- La trombolisi e.v. è una procedura generalmente sicura: usare i criteri per includere, non per escludere.
🔗 Collegamenti
- Trombolisi Sistemica — 📋 criteri di selezione
- Trasformazione Emorragica dell’Ictus Ischemico — ⬇️ rischio da minimizzare
- Scala NIHSS — 🔬 deficit misurabile e soglie
- Diagnosi dell’Ictus — 🔬 TC e stroke mimics
- Flusso Ematico Cerebrale e Autoregolazione — 🔗 gestione della pressione
- Core Infartuale e Penombra Ischemica — 🔗 glicemia, pressione e penombra
- Emorragia Subaracnoidea (ESA) — 🔄 controindicazione neurologica
- Aneurisma Cerebrale — 🔗 controindicazione se > 10 mm
- Ictus a Esordio Sconosciuto (Wake-up Stroke) — 🔄 superamento del criterio temporale