PET nelle Demenze (FDG, Amiloide, Tau)

FDG-PET

Principio

Il tracciante è il FDG (glucosio radiomarcato): la PET evidenzia le zone che captano meno il tracciante perché ipometaboliche per neurodegenerazione, quindi meno funzionanti. È un marcatore del parametro N della Classificazione ATN.

Non dà informazioni sulla patologia sottostante (il tracciante non è specifico né per Tau né per Aβ), ma dà un pattern caratteristico della Malattia di Alzheimer, soprattutto nella forma più comune: ipometabolismo tra cuneo, giro del cingolo e corteccia parietale posteriore.

Indicazioni

  • Diagnosi differenziale tra Alzheimer e altre demenze.
  • Distinguere, tra soggetti con iniziali disturbi cognitivi, chi ha probabilmente una forma degenerativa da chi ha una pseudo-demenza depressiva (PET normale).
  • In un MCI, una PET tipica di Alzheimer rende molto probabile l’evoluzione negli anni successivi.

La PET mostra aree di ipocaptazione quando non sono ancora morfologicamente atrofiche: ha sensibilità più elevata della RM.

PET per amiloide

Esame abbastanza grossolano: dà solo una risposta affermativa o negativa sulla presenza di placche senili, oltre alla loro distribuzione (normalmente generalizzata in tutte le varianti). Marca il parametro A; è il gold standard di riferimento per i biomarcatori dell’amiloide: “è una fotografia”, se vede l’amiloide questa c’è davvero.

PET per tau

La distribuzione del tracciante è variante-specifica (vedi Varianti Cliniche della Malattia di Alzheimer): la degenerazione è più correlata a dove si è depositata la tau che all’amiloide. Marca il parametro T. Al momento è usata solo a scopo di ricerca e non è prescrivibile.

🔗 Collegamenti