Malattia di Alzheimer

Definizione

La malattia di Alzheimer è la demenza degenerativa più frequente e, soprattutto nel mondo occidentale, la demenza più frequente in assoluto, per effetto demografico (aumento dell’età media). Più della metà delle demenze nel mondo è rappresentata dall’Alzheimer, anche se negli studi epidemiologici la stima precisa della suddivisione tra le varie forme di demenza resta difficile.

La forma clinica più semplice da definire è la demenza amnesica: un deficit di memoria a esordio graduale e subdolo, progressivo, a cui si sovrappongono nel tempo altri deficit cognitivi (vedi Varianti Cliniche della Malattia di Alzheimer).

Epidemiologia

  • Fino a pochi anni fa si contavano 50 milioni di pazienti con demenza; nei prossimi 25 anni la prevalenza è prevista triplicare.
  • In Occidente, probabilmente grazie al miglioramento della prevenzione cardiovascolare e cerebrovascolare, sembra iniziato un trend in declino dell’incidenza, mentre la prevalenza è in aumento.
  • L’età è il fattore di rischio più importante per la demenza in generale e soprattutto per l’Alzheimer (vedi Fattori di Rischio per Demenza e Alzheimer).
  • Prevalenza della demenza amnesica: rara sotto i 65 anni, quasi 10% dopo gli 80 anni; oltre i 90 anni più di un soggetto su tre ha una demenza con deficit di memoria.
  • Incidenza: infrequente sotto i 65 anni, quadruplica oltre gli 80 anni.
  • Lo stesso andamento vale per il Mild Cognitive Impairment (MCI), con prevalenze più alte (1/4 dopo gli 80 anni).
  • Se l’Alzheimer è definito biologicamente (riscontri molecolari e neurochimici, vedi Classificazione ATN), la prevalenza è circa tripla rispetto alla demenza di Alzheimer clinicamente definita: nella popolazione anziana l’imaging mostra una forma prodromica molecolarmente evidente in più persone di quelle con demenza clinicamente manifesta.
  • Le forme di demenza non vanno considerate a compartimenti stagni: con l’avanzare dell’età sono sempre più frequenti le sovrapposizioni tra forme diverse.

Patogenesi e neuropatologia

Due proteine sono centrali:

Le alterazioni macroscopiche e microscopiche e la loro diffusione nel cervello sono descritte in Neuropatologia della Malattia di Alzheimer. Le basi genetiche (forme familiari e APOE) in Genetica della Malattia di Alzheimer.

Storia naturale

Le alterazioni neuropatologiche iniziano molti anni prima della clinica. Clinicamente si attraversa una fase di declino cognitivo lieve che dura anni, in cui il soggetto è ancora discretamente funzionante; col tempo il declino evolve a demenza di Alzheimer.

Alla fase prodromica/MCI si è data importanza crescente per due motivi:

  • l’avvento dei nuovi biomarcatori liquorali (e plasmatici);
  • l’ipotesi che sia la fase più candidabile a interventi farmacologici: i farmaci che agiscono sulle alterazioni neuropatologiche sono presumibilmente tanto più efficaci quanto più precocemente vengono applicati.

Diagnosi

Per diagnosticare la malattia di Alzheimer bisogna prima fare diagnosi di demenza (o di MCI). Accanto alla definizione clinica esiste oggi una definizione biologica, basata sui biomarcatori:

Terapia

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