Demenze

Definizione

La demenza è un decadimento cognitivo, cioè una perdita di funzioni cognitive acquisite: un fenomeno di reversione a partire da una condizione di normalità cognitiva preesistente.

Il decadimento:

  • interessa, nella maggior parte dei casi, più funzioni cognitive;
  • è di entità tale da compromettere significativamente il funzionamento del soggetto nella vita quotidiana.

Tra normalità e demenza esiste uno stadio intermedio, il Mild Cognitive Impairment (MCI), in cui i sintomi sono presenti ma non compromettono in modo significativo il funzionamento quotidiano.

Demenza (entità clinica) e malattia di Alzheimer (entità biologica) sono correlate ma indipendenti: può esserci l’una senza l’altra (vedi Classificazione ATN).

Criteri diagnostici (2011)

Per fare diagnosi di Malattia di Alzheimer bisogna prima fare diagnosi di demenza. I criteri attualmente in uso sono quelli del 2011:

  1. Interferenza con le attività della persona nella vita quotidiana.
  2. Declino rispetto a un preesistente livello di funzionamento (regressione da un certo livello).
  3. Non spiegato da delirium o da una condizione psichiatrica (es. assunzione di alcol o stupefacenti, iperpiressia).
  4. Il deficit cognitivo deve essere documentato da un insieme di anamnesi (con l’aiuto del caregiver), esame obiettivo neurologico e valutazione neuropsicologica.
  5. Devono essere colpite almeno due funzioni cognitive, generalmente:
    • la memoria episodica anterograda;
    • una funzione esecutiva (ragionamento, gestione di compiti complessi, giudizio su situazioni di rischio, gestione delle finanze, capacità di prendere decisioni, pianificazione di azioni complesse o sequenziali).

Nel 2011 sono state introdotte anche parti supplementari che permettono di stabilire quando un MCI o una demenza siano dovuti con certezza a malattia di Alzheimer, soprattutto tramite i biomarcatori (neurochimici o di neuroimaging): vedi Classificazione ATN.


(Integrazione da: sbobina 14)

Classificazione eziologica

Esistono demenze degenerative e non degenerative. Nelle malattie degenerative un processo di neurodegenerazione, diverso a seconda della malattia, porta lentamente alla perdita di funzione dei neuroni e poi alla loro morte, con atrofia di determinate regioni cerebrali. Non tutte le malattie degenerative si accompagnano a demenza, ma la maggior parte sì; allo stesso modo non tutte le demenze sono neurodegenerative, ma la maggior parte sì.

  • Demenze degenerative: circa il 50% di tutte le demenze, caratterizzate da atrofia cerebrale; comprendono la Malattia di Alzheimer, la Demenza a Corpi di Lewy e le demenze fronto-temporali (Degenerazione Lobare Frontotemporale (FTLD)).
  • Demenza vascolare (o multi-infartuale): circa il 10% (Demenza Vascolare).
  • Demenze tossiche da abuso di alcol.
  • Lesioni occupanti spazio: neoplasie cerebrali, teoricamente risolvibili; lesioni vascolari come l’Ematoma Sottodurale Cronico, che comprime il parenchima.
  • Idrocefalo normoteso (Idrocefalo Normoteso) e forme post-traumatiche.
  • Malattia di Huntington: circa il 2%, degenerativa ed ereditaria (Malattia di Huntington).
  • Intossicazioni croniche da farmaci e forme metaboliche (alterazioni di organi non appartenenti al sistema nervoso).
  • Demenze infettive: AIDS-correlate, da sifilide.
  • Pseudodemenza legata a patologie psichiatriche.

Le forme non degenerative trattabili sono raccolte in Demenze Secondarie Potenzialmente Trattabili; le forme a decorso rapido in Demenze Rapidamente Progressive (Diagnosi Differenziale).

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