Sindrome del Primo Motoneurone post-Stroke
Inquadramento
Lo stroke causa una lesione del primo motoneurone (Upper Motor Neuron, UMN), che coinvolge la corteccia e le vie discendenti come la via cortico-spinale, compromettendo le funzioni motorie e sensomotorie. Il quadro che ne deriva — sindrome del primo motoneurone (UMNS) — si differenzia nettamente dalla lesione del secondo motoneurone (LMNS): il confronto sistematico dei parametri è in Lesione del Primo vs Secondo Motoneurone.
Due elementi caratterizzano l’UMNS nello stroke:
- Paresi e atrofia: la paresi coinvolge interi schemi di movimento, non singoli muscoli come nella LMNS, e non si osserva atrofia muscolare marcata, se non quella secondaria al non utilizzo (disuse atrophy).
- Tono e riflessi: dopo una fase iniziale di shock (flaccidità) si sviluppa un quadro di spasticità, con aumento dei riflessi tendinei e comparsa di riflessi patologici, assenti invece nella lesione del secondo motoneurone.
Paziente con emiplegia spastica: mano spastica. Fonte: Wikimedia Commons (Clfekete, CC BY-SA 3.0).
Quadro clinico
- Spasticità e rigidità muscolare: i muscoli diventano tesi e rigidi, con movimenti goffi e spasmi. La spasticità è definita specificamente come un aumento velocità-dipendente dei riflessi di stiramento tonico (Tono Muscolare).
- Ipostenia: sensazione di cedimento che può colpire mani, gambe e tronco.
- Difficoltà motorie: problemi di coordinazione ed equilibrio, con ridotta capacità di eseguire movimenti fini.
- Deficit del controllo posturale: incapacità di mantenere la testa e il corpo in posizione eretta.
- Segni bulbari: frequenti la disfagia e la disartria.
Riscontro strumentale e segni piramidali
La spasticità si apprezza clinicamente con la mobilizzazione passiva, ma trova riscontro oggettivo anche in elettromiografia: durante l’allungamento muscolare — per esempio l’estensione passiva del gomito — l’EMG registra una netta attivazione dei muscoli flessori, come il brachioradiale, evidenziando l’iperattività del riflesso da stiramento (stretch reflex).
Il quadro è confermato dai segni piramidali classici: segno di Babinski (risposta in estensione plantare) e segno di Oppenheim (estensione dell’alluce allo strisciamento sulla cresta tibiale).
Perdita della selettività e sinergie patologiche
Una caratteristica fondamentale è la perdita della selettività del movimento, sostituita dall’emergere di sinergie patologiche: il movimento non è più isolato e fine, ma diventa globale e “in blocco”. Chiedendo al paziente di portare la mano al mento, invece di una flessione isolata del gomito si attiva un pattern sinergico grossolano che coinvolge l’intera catena cinetica.
A questo si associa la co-contrazione: agonisti e antagonisti si contraggono simultaneamente durante il tentativo di movimento. Il conflitto muscolare disturba l’armonia del gesto, ne aumenta il costo energetico e ne riduce l’efficacia.
🔗 Collegamenti
- Lesione del Primo vs Secondo Motoneurone — 🔄 confronto sistematico tra i due quadri
- Sindrome Piramidale — 📋 quadro neurologico di riferimento
- Tono Muscolare — 🔗 ipertono spastico velocità-dipendente
- Segno di Babinski — 🔬 segno piramidale
- Via Piramidale (Cortico-spinale) — ⬆️ struttura lesionata
- Evoluzione del Recupero Motorio (Stadi di Brunnstrom) — ➡️ come evolve nel tempo
- Impairment dell’Arto Superiore post-Stroke — 🔬 espressione clinica all’arto superiore
- Procedure Interventistiche in Riabilitazione — 💊 trattamento della spasticità