Lesione del Primo vs Secondo Motoneurone

Principio

Con l’Esame Obiettivo Neurologico si studiano primo e secondo motoneurone, cioè il sistema corticospinale: si valuta se il paziente muove gli arti, le Manovre di Barré e Mingazzini per definire presenza e grado di paresi, le prove di forza segmentarie e poi i tre parametri tono, trofismo e riflessi (tono e riflessi interrogano l’integrità dell’Arco Riflesso e della via cortico-spinale). Dall’insieme di questi parametri si capisce se la lesione è nel primo motoneurone, nel secondo motoneurone o nel sistema neuromuscolare, e quindi se è centrale o periferica, in corteccia, nel midollo o nel nervo.

Confronto per parametro

Forza

  • Primo motoneurone: debolezza a distribuzione globale, non si muove tutto l’arto. Anche lesioni parcellari (es. ischemie lacunari) paralizzano un distretto intero (es. tutta la mano).
  • Nervo (secondo motoneurone): distribuzione segmentaria, focale.

Tono e riflessi (vanno di pari passo)

  • Primo motoneurone: all’inizio riduzione del tono (il secondo motoneurone è scioccato dalla mancanza di informazioni); dopo alcune ore il secondo motoneurone, integro, si auto-organizza a un livello di ipereccitabilità → aumento di tono e riflessi. Lesione corticale → lato opposto; lesione midollare → bilaterale (tetraparesi o paraparesi). Vedi Sindrome Piramidale.
  • Secondo motoneurone (es. neuropatia diabetica): riflessi diminuiti, tono diminuito. Un paziente diabetico può non avere riflessi.
  • Lesione neuromuscolare: situazione simile, perché senza muscolo non c’è riflesso.

Massa muscolare (trofismo)

  • Secondo motoneurone e malattie neuromuscolari: atrofia, perché il secondo motoneurone è responsabile del trofismo del muscolo.
  • Forma centrale: non c’è grave atrofia, se non nel lungo termine per il disuso, comunque non marcata. Eccezione: in una lesione del lobo parietale la mano si atrofizza.

Fascicolazioni

  • Qualche fascicolazione è fisiologica (es. quando si è stanchi e il muscolo si muove da solo): espressione di instabilità di membrana.
  • Quando soffre il secondo motoneurone, come nella SLA, compaiono fascicolazioni continue in tutti i distretti: sono segno di denervazione e sono patologiche se associate ad anomalie all’esame obiettivo neurologico. Il meccanismo fisiopatologico non è noto con precisione, forse un’aumentata eccitabilità di membrana da denervazione.


(Integrazione da: sbobina 17) Approfondimento sulle fascicolazioni:

  • Sono contrazioni muscolari ripetute, irregolari, che possono spostarsi da un punto all’altro. Prima di degenerare, la fibra muscolare denervata sviluppa instabilità di membrana → contrazioni irregolari di fibre e unità motorie.
  • Sedi tipiche: bicipite, tricipite, quadricipite, tricipite della sura.
  • Sono molto frequenti nella popolazione: si avvertono spesso dopo un allenamento intenso dopo un periodo di inattività. Se isolate non preoccupano; diventano un problema quando sono associate a segni di sofferenza del secondo motoneurone (ipotrofia, ipostenia, iporeflessia, ipotono, crampi).
  • All’EMG sono distinte dai potenziali di fibrillazione (Elettromiografia (EMG) ed Elettroneurografia).

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