Ernia del Disco

Definizione

Abnorme sporgenza del Disco Intervertebrale nel canale vertebrale, dove si trovano le strutture neurologiche.

L’ernia è un’alterazione anatomica: il nucleo del disco si trova nel posto sbagliato. La patologia c’è solo se c’è una radicolopatia compressiva. L’ernia per prima cosa sposta la radice, che trova spazio altrove; i sintomi compaiono solo quando la radice non può spostarsi oltre e viene compressa, ed è allora che l’ernia va trattata.

Epidemiologia

  • Epidemiologia reale sconosciuta, perché la gran parte delle ernie è asintomatica. Si stima che l’1-3% della popolazione abbia un’ernia del disco.
  • Colpisce soprattutto pazienti giovani, tra 30 e 50 anni (più verso i 30): con l’età il disco perde acqua e altezza e il nucleo si disidrata e si riassorbe, per cui la possibilità che ernii si riduce drasticamente.
  • Livelli più colpiti: gli ultimi due, L4-L5 e L5-S1.

Eziopatogenesi

Anch’essa poco conosciuta; sono implicati molti fattori:

  • meccanici;
  • biochimici: l’infiammazione porta al rilascio di citochine infiammatorie ed enzimi litici;
  • costituzionali;
  • genetici.

Fattori meccanici

I carichi assiali (compressione sul disco) e rotazionali (torsioni della colonna) determinano microlesioni che nel tempo possono rompere le barriere contenitive e far fuoriuscire il disco. Il principio è quello della botte: comprimendo ripetutamente l’acqua, incomprimibile (il nucleo è ricco d’acqua), prima o poi la botte si rompe e l’acqua esce. Esce nel punto di minore resistenza, cioè la porzione posteriore, quella che si affaccia sul canale vertebrale.

Carico sul disco

Il carico maggiore sul disco è in posizione seduta, perché in piedi il peso del tronco si scarica sugli arti. Flettendosi in avanti il centro di gravità si sposta e il carico aumenta sempre di più: sollevare pesi flessi in avanti è il movimento più scorretto per questa patologia.

Fattori di rischio

  • Attività sedentaria.
  • Scarsa attività sportiva.
  • Sollevamento ripetitivo di pesi in posizioni errate.
  • Flessioni e rotazioni continue del rachide.
  • Lavoro serale e/o notturno.
  • Fumo: riduce i bottoni vascolari all’interfaccia osso-disco, con ridotto apporto nutritizio e ridotta produzione di proteoglicani e collagene.

Classificazione

Anatomica (bulging, ernia contenuta, espulsa, sequestrata, migrata) e topografica, con la regola su quale radice viene compressa: vedi Classificazione delle Ernie Discali.

Quadro clinico

Si distinguono i sintomi che derivano dalla colonna (rachidei) e quelli dovuti alla compressione della radice (radicolari), descritti in Lombalgia e Lombosciatalgia.

Esame obiettivo

Segni di irritazione radicolare (Lasègue, Wasserman: vedi Esame Obiettivo del Rachide) e valutazione del livello neurologico compresso con forza, sensibilità e riflessi: vedi Livelli Neurologici Lombosacrali (L4, L5, S1).

Diagnosi

Risonanza magnetica come gold standard, radiografia per la diagnosi differenziale, TC se la RM non è eseguibile: vedi Imaging dell’Ernia del Disco.

Trattamento

Prima conservativo (il destino naturale dell’ernia è il riassorbimento), poi chirurgico se il dolore persiste o ci sono deficit motori: vedi Trattamento dell’Ernia del Disco.

Complicanze

Un’erniazione voluminosa può dare una compressione acuta pluriradicolare: la Sindrome della Cauda Equina.

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