HIV
Retrovirus a RNA che ha come bersaglio principale i linfociti T CD4+, le “sentinelle” del sistema immunitario che aiutano i CD8 e i linfociti B orchestrando la risposta. Tramite la trascrittasi inversa copia il proprio genoma in DNA e lo integra nel genoma della cellula ospite. Sulla superficie ha la gp120, che riconosce il recettore CD4 e permette l’ingresso nel linfocita.
Una volta dentro può dare:
- infezione litica → la cellula CD4 muore;
- fase latente → il virus rimane nascosto nel DNA dell’ospite.
Andamento dell’infezione
- Fase acuta → subito dopo l’infezione c’è un crollo dei CD4, con sintomi simili a una sindrome influenzale.
- Fase di latenza/asintomatica → il sistema immunitario contiene (ma non elimina) il virus. I CD4 si stabilizzano ma continuano lentamente a diminuire; intanto il virus muta continuamente e sfugge al sistema immunitario.
- Fase sintomatica/AIDS → quando i CD4 scendono sotto una soglia critica, il sistema immunitario non controlla più i patogeni opportunisti (micobatteri, funghi, herpesvirus latenti). È la fase che porta a infezioni letali o tumori associati a immunodeficienza.
Ciclo vitale
- Ingresso → il virus lega CD4 (via gp120) e un co-recettore (CCR5 o CXCR4). I ceppi R5 (che usano CCR5) dominano la trasmissione e le fasi precoci; i ceppi X4 (che usano CXCR4) compaiono più tardi e si associano a progressione più rapida.
- Retrotrascrizione → l’RNA virale viene copiato in DNA e integrato nel genoma; il virus non può sopravvivere da solo e usa il macchinario della cellula.
- Produzione → la cellula infettata produce proteine e RNA virale.
- Assemblaggio → formazione di nuove particelle virali.
- Gemmazione → uscita di nuovi virioni che infettano altri CD4.
Trasmissione
Per contatto con fluidi biologici (soprattutto rapporti sessuali non protetti, ma anche sangue, trasfusioni, aghi contaminati, trasmissione madre-figlio). Nelle mucose genitali ci sono cellule dendritiche, che normalmente presentano gli antigeni ai linfociti: l’HIV le sfrutta legandosi a loro → raggiunge i linfonodi → viene trasmesso ai CD4 → infezione sistemica.

Farmaci e resistenze
Gli antiretrovirali riducono la replicazione virale e i CD4 possono risalire. Problema: l’HIV muta molto velocemente e sviluppa resistenza ai farmaci. Per questo si usano terapie di combinazione (HAART o cART) con più antivirali insieme. Anche così il virus non viene mai eliminato del tutto, perché resta in forma latente nelle cellule.
Classi di antiretrovirali
Ogni farmaco colpisce una tappa diversa del ciclo virale; combinandone almeno 2–3 di classi diverse si blocca la replicazione su più fronti e si alza la barriera alle resistenze:
- Inibitori d’ingresso/fusione → bloccano l’aggancio o la fusione (es. maraviroc, antagonista di CCR5; inibitori della fusione).
- NRTI (inibitori nucleos(t)idici della trascrittasi inversa) → falsi mattoni che bloccano la retrotrascrizione.
- NNRTI (inibitori non nucleosidici) → inibiscono direttamente l’enzima trascrittasi inversa.
- Inibitori dell’integrasi (INSTI) → impediscono l’integrazione del DNA virale nel genoma (oggi cardine della terapia).
- Inibitori della proteasi → bloccano la maturazione delle proteine virali nelle nuove particelle.
Principi di gestione
- U = U (Undetectable = Untransmittable): con carica virale non rilevabile stabilmente il virus non si trasmette per via sessuale.
- Profilassi: PrEP (pre-esposizione, nei soggetti a rischio) e PEP (post-esposizione, entro poche ore/giorni).
- Guarigione: non ancora possibile su larga scala per via del reservoir latente (DNA virale integrato e silente, invisibile ai farmaci e al sistema immunitario); è l’ostacolo principale alla cura definitiva.
🔗 Collegamenti
- Infezioni Croniche — 📋 esempio di infezione cronica virale
- Strategie di Evasione Immunitaria — 🔗 mutazione rapida e latenza
- Esaustione dei Linfociti T — 🔗 persistenza che esaurisce i CD8+
- Tubercolosi — ⬆️ l’immunodepressione da HIV ne favorisce la riattivazione