Test Genetico in Neurologia

Definizione

Strumento che mette in relazione ciò che si osserva nel paziente — a partire dall’Esame Obiettivo Neurologico, arricchito da strumenti di varia complessità e invasività — con la combinazione di alleli presente nel paziente, cioè il genotipo. Può essere richiesto dallo specialista di genetica medica o dallo specialista di branca (in neurologia, dal neurologo) e verifica se quella combinazione di alleli, relativamente a un gene, conferma il sospetto clinico.

Finalità

  • Definizione specifica della malattia. La diagnosi molecolare definisce la patologia in modo chiaro e univoco, identificando il sottotipo genetico.
  • Informazioni prognostiche. La combinazione di alleli è informativa sulla traiettoria clinica attesa: forma più grave con esordio pediatrico-giovanile o forma più lieve con esordio nelle decadi tardive.
  • Consulenza genetica. Anche in assenza di un follow-up specifico o di una terapia, la diagnosi molecolare consente di tracciare il difetto all’interno della famiglia: fare diagnosi in altri parenti affetti, stabilire chi è portatore e con quale probabilità può trasmetterlo, e in sede prenatale definire il rischio riproduttivo (vedi Consulenza Genetica Pre- e Post-Test).
  • Accesso alle terapie. È l’aspetto più rilevante nelle malattie neuromuscolari, e qualcosa si sta muovendo anche per le neurodegenerative: condizioni fino a pochi anni fa incurabili oggi possono essere trattate con terapie molecolari e geniche (oligonucleotidi antisenso, piccole molecole con azione di chaperon, terapia genica). Quasi tutte hanno un presupposto: serve una diagnosi molecolare sia per accedere a una terapia già approvata sia per entrare in uno specifico trial clinico.

Il percorso diagnostico: ieri e oggi

In passato il paziente neuromuscolare (e più in generale il paziente neurologico) con sospetta malattia genetica seguiva un percorso di raccolta di dati clinici e test strumentali; nelle patologie muscolari la Biopsia Muscolare era un’indagine molto utilizzata, a cui si aggiungevano studi biochimici e proteici. L’insieme di questi elementi permetteva di sospettare una malattia genetica e di scegliere il gene candidato da analizzare: il test genetico era la fine di un percorso che coinvolgeva molti specialisti diversi.

Oggi le metodiche di diagnostica molecolare permettono di indagare simultaneamente molte cause genetiche a un costo ragionevole e in un ampio numero di soggetti. Il ricorso al test genetico è quindi sempre più anticipato, fino alla visita ambulatoriale in cui si sospetta una condizione: il test viene consigliato ed erogato anche solo per escludere l’eventualità di una malattia genetica.

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