Fratture Vertebrali

Epidemiologia

  • Frequenza non altissima: incidenza di 64 ogni 100.000.
  • Più spesso interessano la colonna lombare (46%); il segmento più colpito va da T10 a L2.
  • Il 7% ha conseguenze neurologiche.

⚠️ Discordanze nella sbobina. Il docente indica la zona di transizione tra T9 e L2, la lezione dell’anno precedente T10–L2. Nella parte sulle fratture cervicali il docente definisce il tratto cervicale “quello maggiormente colpito”, mentre l’epidemiologia indica il lombare (46%).

Perché al passaggio dorso-lombare

  • Il tratto toracico è il più rigido per la gabbia toracica: le fratture sono più rare in T1–T8, dove le coste stabilizzano.
  • Tra T9/T10 e L2 c’è una zona di transizione tra segmenti a flessibilità diversa, che si flette ed estende molto: il passaggio da zona rigida a zona flessibile aumenta il rischio di frattura.
  • Da L3 a S3 il tratto è più flessibile; qui sono tipiche le fratture da sovraccarico discale.

Segmenti anatomici: cervicale, toracico, toraco-lombare (di transizione, frequentemente fratturato) e lombo-sacrale.

L’anatomia legamentosa e il concetto di stabilità sono in Teoria delle Tre Colonne di Denis.

Circostanze

  • Caduta “della nonna in bagno”.
  • Caduta da luogo elevato.
  • Incidente stradale.
  • Incidente sul lavoro.

Fratture da fragilità e fratture traumatiche

Hanno trattamenti diversi:

Stabili e instabili

  • Stabili: i cedimenti vertebrali. Si seguono in follow-up.
  • Instabili: ad alta energia; il rachide diventa instabile per rottura dei legamenti, delle fasce o per scoppio del corpo vertebrale. Si operano. L’instabilità è data da:
    • rottura dei legamenti posteriori;
    • fratture delle apofisi spinose;
    • fratture della faccetta;
    • frattura del peduncolo;
    • frattura comminuta del corpo.

Esame obiettivo

Il paziente si presenta con:

  • dolore;
  • compromissione neurologica;
  • deformità.

Se un paziente arriva senza dolore, senza compromissione neurologica e senza deformità, anche con una frattura vertebrale avrà verosimilmente una prognosi molto buona. Palpazione e ispezione sono utili, ma di fronte a una vertebra che si sente instabile sono meno utili di questa evidenza. Si valuta il paziente in generale anche con diversi score.

La valutazione neurologica è in Valutazione Neurologica nel Trauma Vertebrale.

Imaging

  • Rx.
  • TC: molto più sensibile, rivela fino al 20% di lesioni in più rispetto alla Rx.
  • RM: nelle lesioni severe; mostra nervi, disco, ematoma peridurale, contusioni midollari, compressione discale e disco-legamentosa. Nel trauma è l’esame cardine: in un Trauma Center è sempre disponibile, altrimenti si fa la TC.

Serve uno studio completo del rachide (Rx + TC + RM): il 15% dei pazienti ha lesioni multilivello.

Fratture misconosciute

Sono estremamente frequenti:

  • diagnosi tardiva di frattura del rachide cervicale nel 22–33% dei casi: il dolore al collo tende a essere sottovalutato e la radiologia è meno precisa;
  • rachide dorso-lombare nel 5%;
  • deficit neurologici secondari nel 10% dei pazienti con diagnosi ritardata, contro l’1,5% con diagnosi tempestiva.

Caso clinico

Paziente dimesso con riposo relativo, busto semirigido e nimesulide. Il giorno dopo torna in ospedale con un deficit neurologico progressivo: tutte e tre le colonne sono compromesse e rischia di rimanere plegico.

Aveva rotto i legamenti sovraspinoso e interspinoso, un disco e l’istmo: sembrava una “fesseria” e non lo era. Si procede con chirurgia e stabilizzazione intersomatica con viti transpeduncolari.

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