Obesità

Definizione

Aumento del peso corporeo dovuto a eccessivo accumulo di grasso. Deriva da uno squilibrio tra introito alimentare (quanto si mangia) e consumo energetico (quanto si brucia). È una malattia cronica progressiva: una volta instaurata tende a durare tutta la vita. Ha impatto negativo sulla sopravvivenza ed è legata a malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, steatosi epatica e aumentato rischio di tumori.

Parametri di valutazione

  1. BMI (Body Mass Index) = peso (kg) / altezza² (m²):
    • Normale: 18,5–24,9
    • Sovrappeso: 25–29,9
    • Obesità: ≥ 30
    • Limite: non distingue massa muscolare da massa grassa.
  2. WHR (Waist-Hip Ratio, vita/fianchi): donne ≈ 0,7, uomini ≈ 0,9. Un valore pari a 1 indica obesità viscerale (la più rischiosa).
  3. Plicometria e impedenzometria: valutano massa grassa e massa magra.

Tipi di obesità

  • Androide (viscerale, “a mela”): grasso addominale. È la più pericolosa, associata a diabete tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Il Tessuto Adiposo viscerale è molto attivo metabolicamente: produce adipochine che influenzano la pressione arteriosa, favoriscono l’infiammazione e alterano la secrezione di insulina.
  • Ginoide (sottocutanea, “a pera”): grasso su fianchi e cosce. Meno rischiosa, talvolta corrisponde a soggetti “metabolicamente sani”.
  • Intermedia: caratteristiche miste.

Eziologia

Patologia multifattoriale:

  • Genetiche: predisposizione, difficoltà a sviluppare sazietà (vedi Genetica dell’Obesità).
  • Ambientali: stile di vita, alimentazione, fast food.
  • Psicologiche: disturbi alimentari, stress, ansia.

Il fattore più importante è l’introito calorico: senza introduzione di cibo non si ingrassa. Le bevande zuccherate (es. Coca Cola ricca di fruttosio) favoriscono l’obesità perché bypassano alcuni meccanismi di controllo insulinico.

Attività fisica e dimagrimento

Lo sport consuma meno calorie di quanto si pensi: un uomo di 70 kg consuma circa 65 kcal/km, quindi 10 km di corsa equivalgono a ~650 kcal, cioè circa 85 g di grasso. Un eventuale calo di 1–2 kg subito dopo la corsa non è grasso ma acqua persa con sudore e respirazione, e si recupera con la reidratazione. L’attività fisica diminuisce inoltre la funzione del tessuto adiposo bruno.

Per dimagrire serve ridurre l’introito calorico. Lo sport resta fondamentale per: salute cardiovascolare (ritorno venoso, circolazione), modellamento muscolare ed estetico, mantenimento del peso perso.

Trattamenti: 5 strategie principali

  1. Riduzione dell’assunzione di cibo: modulando gli ormoni che regolano l’appetito (leptina, grelina, GLP-1) con farmaci agonisti o antagonisti.
  2. Aumento della termogenesi: sostanze che disaccoppiano il metabolismo dalla produzione di ATP (si consuma energia producendo calore). Problema: aumentano la spesa energetica ma anche l’appetito.
  3. Inibizione dell’assorbimento dei grassi: con farmaci (es. orlistat) o chirurgia bariatrica (riduzione del volume gastrico).
  4. Modulazione del metabolismo di lipidi e proteine, agendo su vie anaboliche/cataboliche.
  5. Modulazione del controllo centrale del peso, agendo sui centri ipotalamici che regolano fame e sazietà.

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