Tumore Benigno e Tumore Maligno

Le neoplasie derivano da una proliferazione cellulare anomala e non controllata. La distinzione fondamentale è tra tumori benigni e tumori maligni: entrambi hanno una crescita disregolata, ma differiscono per comportamento biologico e grado di differenziamento cellulare.

Differenza biologica di base

  • Tumore benigno: mutazioni nei proto-oncogeni, ma i geni oncosoppressori (come p53, APC) sono ancora funzionanti → la cellula si differenzia e rimane sotto controllo.
  • Tumore maligno: mutazioni multiple che colpiscono contemporaneamente proto-oncogeni (stimolano la crescita), oncosoppressori (che dovrebbero frenarla) e geni del controllo del ciclo cellulare → instabilità genomica, perdita di controllo e di differenziamento.

Caratteristiche del tumore benigno

  • Crescita espansiva: spinge i tessuti vicini senza infiltrarsi.
  • Non invasivo e non metastatico.
  • Spesso capsulato: il tessuto circostante reagisce formando una capsula fibrosa che delimita il tumore (es. nodulo mammario).
  • Non recidivante, se rimosso completamente.
  • Cellule differenziate: mantengono la funzione originaria. Esempio: un adenoma tiroideo produce più ormoni e causa ipertiroidismo.
  • Pericoloso per compressione dei tessuti adiacenti (es. nel SNC).

Esempio: poliposi familiare del colon

Il polipo è un tumore benigno della mucosa intestinale che deriva da una mutazione nel gene APC (oncosoppressore). Normalmente APC frena la proliferazione della mucosa intestinale; se è mutato si ha crescita continua di polipi benigni. Se si aggiungono infiammazione e altre mutazioni (RAS, p53), il polipo può evolvere in carcinoma del colon.

Caratteristiche del tumore maligno

  • Anaplasia: perdita del differenziamento → cellule simili a quelle staminali.
  • Proliferazione continua: le cellule non entrano in G₀, replicano senza sosta.
  • Infiltrazione: rompono la membrana basale (grazie a enzimi come la collagenasi di tipo IV) e penetrano nel connettivo o nei vasi.
  • Metastasi: diffusione a distanza tramite sangue o linfa.
  • Recidiva: possibile anche dopo asportazione chirurgica, basta una cellula residua.

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