DM 77 (Riorganizzazione dell’Assistenza Territoriale)

Il modello: hub and spoke sul territorio

Il DM 77 introduce una profonda riorganizzazione territoriale centrata sul Modello Hub e Spoke: un centro ad alta complessità assistenziale (hub) e una rete periferica di strutture (spoke) che garantiscono prossimità al cittadino.

  • Le Case della comunità costituiscono i nodi di questa rete territoriale.
  • I distretti svolgono funzioni di governance locale, coordinando le attività territoriali.

Punti di partenza regionali diversi

Emilia-Romagna e Toscana disponevano già di strutture analoghe (le Case della salute), mentre in Lombardia il distretto era stato eliminato e ora viene reintrodotto (vedi Regionalizzazione del SSN).

Implicazioni oltre la riorganizzazione

Il DM 77 ha implicazioni che vanno ben oltre la mera riorganizzazione territoriale:

  • ridisegna i flussi di pazienti verso gli ospedali;
  • modifica il ruolo del Pronto Soccorso, che deve tornare a occuparsi delle reali urgenze (vedi Ruolo e Criticità del Pronto Soccorso);
  • richiede un cambiamento culturale profondo sia tra i professionisti sia tra i cittadini.

Ha inoltre spostato il baricentro verso il livello locale della governance, valorizzando in particolare l’attività di Gatekeeping (vedi Livelli di Governance del SSN).

Il nodo critico della prossimità

La rete hub and spoke presuppone che i pazienti fragili raggiungano i centri hub: vedi Trasporto dei Pazienti Fragili e Mappatura degli Stakeholder.


(Integrazione da: sbobina 22)

Il rapporto con il DM 70 e i fondi del PNRR

Il DM 77 — inizialmente indicato come DM 71 — da un lato si affianca al DM 70, perché con i fondi del PNRR è possibile lavorare sulle infrastrutture ospedaliere: è il punto di contatto tra i due decreti. Dall’altro lato il DM 77 si esprime su come erogare le prestazioni, lungo tre assi:

  • livello ambulatoriale: medicina di prossimità, con le case della comunità;
  • gestione dei percorsi dei pazienti: centrali operative territoriali e distretti;
  • cure intermedie: ospedali di comunità, per sbloccare il turn-over dei posti letto in ospedale.

Che cosa introduce il decreto

Dal punto di vista fisico il DM 77 introduce quattro strutture:

A queste si associa la figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità e, accanto ad essa, i servizi sociali: vedi Integrazione Socio-Sanitaria.

I principi che reggono l’impianto sono i Tre Pilastri delle Cure Primarie.

I punti organizzativi e logistici

⚠️ Indicazioni del docente

Medicina territoriale e medicina proattiva sono «i punti organizzativi e logistici del DM 77 da avere ben chiari».

Stato di attuazione e conoscenza da parte dei cittadini

Ospedali di comunità e COT sono gli elementi del decreto più indietro nel processo di realizzazione.

Sul versante culturale, bisogna spiegare ai cittadini che cos’è il DM 77: altrimenti la popolazione non utilizzerà i servizi che introduce (vedi Disinformazione Sanitaria e Intelligenza Artificiale).


(Integrazione da: sbobina 27)

Nascita, obbligatorietà e stato di attuazione

Il DM 77 nasce nel 2022, alla fine del periodo Covid, con l’obiettivo di spostare l’assistenza dall’ospedale al territorio. È un decreto obbligatorio: le Regioni non possono rifiutarlo, è di fatto impositivo.

Uscito nel 2022, agli inizi del 2026 non è ancora a regime: pur avendo la norma e la modalità per arrivarci, il sistema non è realizzato.

La fotografia del distretto secondo il decreto

Il DM 77 disegna il distretto come l’insieme di:

A queste si aggiungono le unità di continuità assistenziale, reintrodotte dal decreto.


(Integrazione da: sbobina 28)

Standard numerici, fondi e monitoraggio

Il decreto fissa per tutta Italia lo standard numerico e quantitativo delle strutture, derivato dai bisogni epidemiologici e dai bacini demografici; la loro costruzione o riconversione è finanziata dal PNRR. Numeri, stato di attuazione e scadenze sono in Attuazione del DM 77 e Fondi PNRR.

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