Indometacina

Scheda-farmaco — singola molecola della classe FANS tradizionali. Il meccanismo di classe sta nelle note madri: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.

Classe: FANS non selettivo, derivato dell’acido indolacetico · ATC: M01AB01 · Nomi commerciali (IT): Indoxen, Liometacen · PubChem CID 3715

Perché questa molecola

Per due anomalie che la staccano dal resto della classe.

La prima è farmacodinamica e il corso la segnala esplicitamente: l’indometacina è un ottimo inibitore della COX-2 e inibisce la COX-1 quanto il diclofenac, ma perfora molto meno (Potenza, Efficacia e Selettività dei FANS). È il controesempio che smonta l’equazione “più COX-1, più perforazione” e obbliga a ragionare sul singolo farmaco invece che sul rapporto di selettività.

La seconda è terapeutica: è l’unico FANS con due indicazioni proprie e insostituibili. Nel neonato pretermine è il farmaco storico per la chiusura del dotto arterioso pervio — un uso che ribalta il segno del rischio, perché la chiusura del dotto, che negli altri contesti è l’effetto avverso da temere in gravidanza, qui è l’obiettivo terapeutico. E in neurologia definisce un’intera categoria diagnostica: le cefalee indometacino-responsive (hemicrania continua, emicrania parossistica), in cui la risposta al farmaco è essa stessa un criterio di diagnosi.

Il prezzo è la tossicità sul sistema nervoso centrale, la più marcata della classe, perché la molecola è lipofila e attraversa bene la barriera ematoencefalica.

Struttura

Struttura 2D dell’indometacina (PubChem CID 3715). Formula C₁₉H₁₆ClNO₄, PM 357,79 g/mol. Nucleo indolico metossilato con catena acetica e un gruppo p-clorobenzoile: l’elevata lipofilia che ne deriva spiega sia l’ottima penetrazione tissutale sia il passaggio della barriera ematoencefalica, cioè il profilo di effetti centrali.

Farmacodinamica

Catena d’azione: indometacina → inibizione competitiva e reversibile, molto potente, di COX-1 e COX-2 → ↓ prostaglandine → antinfiammazione marcata, analgesia, antipiresi; nel dotto arterioso ↓ PGE₂ → costrizione e chiusura del dotto.

flowchart TD
  A["indometacina"] -->|inibizione potente e reversibile| B["COX-1 e COX-2"]
  B --> C["↓ prostaglandine"]
  C --> D["antinfiammazione fra le più potenti della classe"]
  C --> E["↓ PGE₂ che mantiene pervio il dotto di Botallo → chiusura del PDA nel pretermine"]
  C --> F["↓ PGE₂ gastrica → gastrolesività, però minore dell'atteso per la sua potenza su COX-1"]
  C --> G["↓ prostaglandine renali → ritenzione idrosalina, ipertensione, ↓ filtrato"]
  A -->|elevata lipofilia, passa la BEE| H["cefalea frontale, vertigini, confusione"]
  A --> I["risposta assoluta nelle cefalee indometacino-responsive"]

Farmacocinetica

  • Assorbimento: rapido e quasi completo per via orale; picco in 1-2 ore. Disponibile anche per via rettale ed endovenosa (formulazione neonatale).
  • Legame proteico: ~99%.
  • Emivita: ~4,5 ore (2-11 ore nell’adulto), ma 12-20 ore o più nel neonato pretermine, dove l’immaturità renale ed epatica la prolunga drasticamente — è il dato che governa lo schema posologico del PDA.
  • Distribuzione: elevata lipofilia → buona penetrazione nel liquido sinoviale e passaggio della barriera ematoencefalica.
  • Metabolismo: epatico (O-demetilazione, N-deacilazione, glucuronoconiugazione), con circolo enteroepatico significativo che contribuisce al danno mucosale intestinale.
  • Eliminazione: renale e biliare.

Posologia e monitoraggio

  • Adulto: 25-50 mg 2-3 volte/die ai pasti, massimo 200 mg/die; nell’attacco di gotta acuta si parte da 50 mg × 3 e si scala rapidamente. Formulazioni a rilascio prolungato da 75 mg per 1-2 somministrazioni.
  • Cefalee indometacino-responsive: titolazione da 25 mg × 3 fino a 75 mg × 3, con gastroprotezione; la risposta è tipicamente completa entro 1-2 giorni ed è essa stessa diagnostica.
  • Neonato pretermine (PDA), endovena: ciclo di 3 dosi a 12-24 ore di distanza, dose iniziale 0,2 mg/kg e successive 0,1-0,25 mg/kg secondo l’età postnatale.

Monitoraggio: sintomi gastrointestinali, funzione renale e diuresi (soprattutto nel neonato), pressione arteriosa, sintomi neurologici; nel neonato anche piastrine, sodiemia ed ecografia cerebrale. Gastroprotezione con IPP nell’uso protratto (Gestione degli IPP nel Paziente in Terapia con FANS).

Tossicità

  • Neurologica — il delta della molecola: cefalea frontale (fino a un terzo dei pazienti), vertigini, sensazione di testa vuota, e nell’anziano confusione, depressione, psicosi. È la tossicità che più spesso costringe a sospendere.
  • Gastrointestinale: elevata in assoluto (ulcera, sanguinamento, enteropatia del tenue favorita dal circolo enteroepatico) ma, come sottolinea il corso, minore di quanto la sua potenza sulla COX-1 farebbe prevedere (Tossicità Gastrointestinale dei FANS).
  • Renale: fra i FANS con maggior effetto ipertensivante e ritenzione idrosalina; nel neonato riduce la diuresi e può causare iponatriemia (Tossicità Renale dei FANS).
  • Cardiovascolare: da classe (Tossicità Cardiovascolare dei FANS e Equilibrio Prostaciclina-Trombossano).
  • Nel neonato pretermine: riduzione del flusso cerebrale, mesenterico e renale; enterocolite necrotizzante, perforazione intestinale isolata (rischio aumentato dall’associazione con i corticosteroidi), disfunzione piastrinica.
  • Ematologiche rare: agranulocitosi, anemia aplastica.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ulcera peptica attiva o storia di emorragia da FANS, disturbi psichiatrici, epilessia e morbo di Parkinson (per la tossicità centrale), insufficienza renale, epatica o cardiaca severa, terzo trimestre di gravidanza, asma da FANS, bypass aortocoronarico perioperatorio. Nel neonato: infezione non trattata, sanguinamento attivo, enterocolite necrotizzante, insufficienza renale significativa, cardiopatia dotto-dipendente.
  • Gruppi speciali: anziano → è il FANS con il peggior profilo neuropsichico, sconsigliato (compare nei criteri di prescrizione inappropriata); neonato pretermine → indicazione d’elezione ma con monitoraggio intensivo; guida di veicoli → sconsigliata all’inizio del trattamento.
  • Interazioni rilevanti:
    • Aspirina e altri FANS → associazione da evitare per tossicità GI additiva (Interazione FANS-Aspirina).
    • Glucocorticoidi → nel neonato aumentano il rischio di perforazione intestinale; nell’adulto potenziano il danno mucosale.
    • SSRI e anticoagulanti → rischio emorragico moltiplicato.
    • Diuretici, ACE-inibitori, sartani, β-bloccanti → efficacia antipertensiva marcatamente ridotta (più che con altri FANS).
    • Litio e metotrexato → ↑ concentrazioni, tossicità.
    • Probenecid → ↑ concentrazioni di indometacina.
  • Antidoto: nessuno; supporto, sospensione, protezione gastrica. Non dializzabile.

Posto in terapia

Antinfiammatorio potente per condizioni in cui serve un’azione marcata e la si accetta a fronte degli effetti centrali: gotta acuta, spondilite anchilosante, artrite reumatoide in fase attiva, pericardite acuta, tendiniti e borsiti. Fuori dalla reumatologia mantiene due nicchie in cui è insostituibile: la chiusura del dotto arterioso pervio nel pretermine e le cefalee indometacino-responsive. Nell’uso ordinario del dolore comune è oggi superata da molecole meglio tollerate.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 3715 (struttura, formula, ATC M01AB01); EMA/AIFA SmPC Indoxen e DailyMed SPL Indocin/Indocin IV per posologia, controindicazioni, uso nel dotto arterioso pervio e interazioni; ICHD-3 (International Classification of Headache Disorders) per le cefalee indometacino-responsive. Consultate il 2026-08-13.