Milrinone

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Inibitori della Fosfodiesterasi-3 (Amrinone, Milrinone). Il meccanismo PDE3 → cAMP → calcio sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-12.

Classe: inibitore selettivo della fosfodiesterasi-3, inodilatatore · ATC: C01CE02 · Nomi commerciali (IT): Corotrope e generici per infusione · PubChem CID 4197

Perché questa molecola

È il PDE3-inibitore sopravvissuto: dei due farmaci della classe, l’amrinone è uscito dal commercio per la trombocitopenia, e il milrinone — circa 10–20 volte più potente e senza quel problema — è rimasto l’unico in uso. Il suo delta vero, però, è dove agisce: il milrinone entra nella catena a valle del recettore β1, quindi funziona anche nel paziente β-bloccato, dove la dobutamina verrebbe antagonizzata sul recettore. Nello scompensato cronico, che è quasi sempre in terapia con carvedilolo o bisoprololo, è una differenza decisiva.

Il secondo delta è farmacocinetico e pratico: è a eliminazione renale quasi esclusiva, e nello scompensato — che ha spesso insufficienza renale — la velocità d’infusione va ridotta o il farmaco si accumula.

Struttura

Struttura 2D del milrinone (PubChem CID 4197). Formula C₁₂H₉N₃O, PM 211,22 g/mol.

È una bipiridina con un gruppo nitrile: non ha nulla a che vedere con le catecolamine, e infatti non tocca alcun recettore adrenergico.

Farmacodinamica

Catena d’azione: milrinone → inibizione selettiva della PDE3 nel cardiomiocita e nel muscolo liscio vascolare → il cAMP non viene più idrolizzato e si accumula → protein chinasi A → nel cuore fosforila i canali del calcio di tipo L e il fosfolambano → ↑ calcio intracellulare → ↑ contrattilità; nel vaso la PKA riduce il calcio disponibile alla catena contrattile → vasodilatazione arteriosa e venosa → ↓ postcarico e ↓ precarico.

flowchart TD
  A["milrinone"] -->|inibisce| B["fosfodiesterasi-3 (PDE3)"]
  B --> C["↑ cAMP intracellulare"]
  C --> D["protein chinasi A (PKA)"]
  D --> E["cardiomiocita: ↑ Ca²⁺ (canali L, fosfolambano)"]
  D --> F["muscolo liscio vascolare: ↓ Ca²⁺ disponibile"]
  E --> G["↑ contrattilità e gittata"]
  F --> H["vasodilatazione: ↓ postcarico e ↓ precarico"]
  A -.->|agisce a valle del recettore| I["efficace anche nel paziente β-bloccato"]
  E -.->|sovraccarico di Ca²⁺| J["⚠️ aritmie ventricolari"]

Perché si chiama inodilatatore. Lo stesso secondo messaggero produce due effetti opposti nei due tessuti: nel cardiomiocita più cAMP significa più calcio e più forza; nel miocita liscio significa rilasciamento. Il risultato netto è un cuore che spinge di più contro una resistenza minore — esattamente le due leve che la terapia dello scompenso vuole muovere insieme.

Il prezzo. Tutto il beneficio nasce dall’aumento del calcio intracellulare, e il calcio in eccesso è proaritmico: è la ragione per cui, negli studi sull’uso cronico per via orale, i PDE3-inibitori hanno aumentato la mortalità. Il levosimendan nasce proprio per aggirare questo compromesso.

Farmacocinetica

  • Somministrazione: solo endovenosa (la formulazione orale è stata abbandonata per l’eccesso di mortalità).
  • Legame proteico: ~70%.
  • Emivita: ~2,3–2,4 ore — molto più lunga di quella delle catecolamine (2 minuti). Non è un dettaglio: significa che se compare un’aritmia non basta chiudere la pompa, l’effetto persiste per ore.
  • Eliminazione: renale, con circa l’83% escreto immodificato in urina e il 12% come glucuronide.
  • Insufficienza renale: la clearance crolla → l’infusione va ridotta in proporzione (indicativamente 0,20–0,43 µg/kg/min per clearance della creatinina fra 5 e 50 mL/min).

Posologia e monitoraggio

Dose di carico 50 µg/kg endovena lenta in 10 minuti, seguita da infusione continua 0,375–0,75 µg/kg/min (standard 0,50). Monitoraggio continuo di ECG e pressione arteriosa, controllo della funzione renale, della potassiemia (l’ipokaliemia amplifica il rischio aritmico) e della conta piastrinica. Trattamento di breve durata, in ambiente intensivo.

Tossicità

Frequenze dalla scheda tecnica del farmaco:

  • Aritmie ventricolari 12,1% (tachicardia ventricolare non sostenuta 2,8%) — l’effetto avverso principale.
  • Aritmie sopraventricolari 3,8%.
  • Ipotensione 2,9% — conseguenza diretta della vasodilatazione, tanto più marcata se il paziente è ipovolemico.
  • Cefalea 2,9%.
  • Trombocitopenia 0,4% — presente ma rara, ed è la differenza che ha decretato la sopravvivenza del milrinone rispetto all’amrinone.
  • Nausea e vomito.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità; cautela nelle valvulopatie ostruttive (stenosi aortica o polmonare severa, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva), dove aumentare la contrattilità peggiora l’ostruzione anziché la gittata.
  • Uso solo a breve termine: l’impiego cronico per via orale è stato abbandonato per aumento della mortalità.
  • Gruppi speciali: insufficienza renale → riduzione obbligatoria della velocità d’infusione (vedi sopra); anziano → stesso criterio, guidato dalla clearance.
  • Interazioni rilevanti: effetto ipotensivo additivo con diuretici, ACE-inibitori, nitrati e altri vasodilatatori; è fisicamente incompatibile con la furosemide nella stessa via infusionale (precipita); l’ipokaliemia da diuretici aumenta il rischio aritmico.
  • Antidoto: nessuno. Data l’emivita di ~2 ore, in caso di ipotensione grave si sospende l’infusione e si sostiene il circolo con riempimento e vasopressori.

Posto in terapia

Scompenso cardiaco acuto scompensato con bassa portata refrattario, supporto emodinamico nel post-cardiochirurgico e come “ponte” verso trapianto o assistenza ventricolare. È la scelta preferenziale quando il paziente è già in terapia con β-bloccanti — perché il milrinone li scavalca — e nell’ipertensione polmonare associata, dove la vasodilatazione del circolo polmonare è un vantaggio. Non ha indicazione cronica.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 4197 (struttura, formula, ATC C01CE02); DailyMed SPL “Milrinone Lactate Injection” per farmacocinetica, posologia, aggiustamento renale e frequenze degli effetti avversi. Consultate il 2026-08-12.