Nitroglicerina (trinitrina)

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Nitro-vasodilatatori. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-04.

Classe: nitrato organico, nitrovasodilatatore a rapida azione · ATC: C01DA02 · Nomi commerciali (IT): Trinitrina, Natispray, Venitrin (e.v.), Nitroderm TTS (cerotto) · PubChem CID 4510

Perché questa molecola

È il capostipite della classe e l’unico usato per interrompere l’attacco anginoso in corso: inizio d’azione in 1–3 minuti, durata 20–25 minuti. Il tratto che la definisce è farmacocinetico: per via orale la biodisponibilità è praticamente zero, perché l’effetto di primo passaggio epatico la degrada completamente — da qui la via sublinguale, che immette il farmaco direttamente nel circolo eludendo il fegato. È inoltre la molecola che rende visibile la differenza di attivazione all’interno della classe: viene denitrosilata direttamente nella cellula muscolare liscia dall’aldeide deidrogenasi mitocondriale (ALDH2), non nel fegato come i nitrati long-acting.

Struttura

Struttura 2D della nitroglicerina (PubChem CID 4510). Formula C₃H₅N₃O₉, PM 227,09 g/mol.

Farmacodinamica

Catena d’azione: nitroglicerina → (denitrosilazione via ALDH2, nella cellula muscolare liscia) → rilascio di NO → attivazione della guanilato ciclasi → ↑ cGMP → fosfatasi che defosforila le catene leggere della miosina → rilasciamento → dilatazione prevalentemente venosa → ↓ ritorno venoso → ↓ pre-carico (e a dosi maggiori ↓ post-carico) → ↓ lavoro cardiaco e ↓ consumo di O₂.

flowchart TD
  A["nitroglicerina (sublinguale)"] -->|elude il primo passaggio epatico| B["circolo sistemico"]
  B -->|ALDH2 mitocondriale, nella cellula muscolare liscia| C["rilascio di NO"]
  C --> D["attivazione della guanilato ciclasi"]
  D --> E["↑ cGMP"]
  E --> F["fosfatasi → defosforilazione delle catene leggere della miosina"]
  F --> G["rilasciamento del muscolo liscio"]
  G --> H["dilatazione venosa (prevalente) → ↓ ritorno venoso → ↓ pre-carico"]
  G --> I["dilatazione delle arterie di capacitanza → ↓ post-carico"]
  H --> L["↓ lavoro cardiaco e ↓ consumo di O₂ → cessa il dolore anginoso"]
  I --> L
  C --> M["azione antiaggregante piastrinica"]
  H --> N["ipotensione, tachicardia riflessa, cefalea pulsante"]

La selettività venosa e il meccanismo antianginoso completo (perché la vasodilatazione coronarica conta poco, e la sindrome da furto) stanno in Nitro-vasodilatatori; la via molecolare generale in Via NO-cGMP e Rilasciamento della Muscolatura Liscia.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale ~0 → l’effetto di primo passaggio epatico la distrugge: la via orale è inutilizzabile.
  • Vie efficaci: sublinguale (spray o compressa) per l’attacco acuto; transdermica (cerotto) e endovenosa per altri usi.
  • Onset: 1–3 min per via sublinguale.
  • Durata: 20–25 min — quanto basta per l’episodio acuto, troppo poco per la terapia di fondo.
  • Attivazione: denitrosilazione enzimatica intracellulare via ALDH2 (nel muscolo liscio), diversa dalla via epatica CYP3A4-dipendente dei long-acting.

Posologia e monitoraggio

Sublinguale al bisogno, alla comparsa del dolore anginoso; ripetibile. ⚠️ Regola clinica: se dopo una o due dosi il dolore non cede, il quadro va considerato potenzialmente pre-infartuale → chiamare il 118. Per via endovenosa, uso specialistico nelle emergenze ipertensive, con titolazione sotto monitoraggio pressorio continuo (non per l’angina: per questa via l’effetto è così potente da far crollare la pressione). Da sorvegliare: pressione arteriosa e frequenza cardiaca.

Tossicità

  • Cefalea pulsante (throbbing) — la più frequente: la dilatazione delle arterie della dura madre fa sì che ogni onda sistolica disti il vaso, stimolando le terminazioni nervose.
  • Ipotensione e sincope, tachicardia riflessa, flushing/vampate.
  • Tolleranza ai nitrati: con l’esposizione continuativa l’effetto si attenua (deplezione dei sistemi di bioattivazione). Si previene con un intervallo libero da nitrato di 8–12 h nelle 24 h — motivo per cui il cerotto transdermico va rimosso per una parte della giornata. Il problema riguarda l’uso cronico, non le dosi al bisogno.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazione assoluta — inibitori delle fosfodiesterasi di tipo 5: sildenafil, tadalafil, vardenafil. Agiscono sulla stessa via del cGMP e ne amplificano enormemente l’effetto → crollo pressorio potenzialmente letale. Vanno tenuti nettamente separati nel tempo (almeno 24 h dal sildenafil, 48 h dal tadalafil). È l’interazione da sapere.
  • Altre controindicazioni: stenosi aortica severa e cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (la riduzione del pre-carico riduce la gittata), infarto del ventricolo destro (dipendente dal pre-carico), ipotensione grave, ipertensione endocranica.
  • Gruppi speciali: anziano → alto rischio di ipotensione ortostatica, assumere da seduti.
  • Altre interazioni: antipertensivi, alcol e altri vasodilatatori → ipotensione additiva; eparina e.v. → la nitroglicerina endovenosa può ridurne l’effetto anticoagulante.

Posto in terapia

Farmaco d’urgenza dell’Angina Pectoris: efficace in tutti i tipi di angina, ottimale in quella classica da sforzo, meno nell’instabile pre-infartuale. Non risolve la causa aterosclerotica — è un ponte in attesa di angioplastica o bypass. In commercio in Italia in tutte le formulazioni.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 4510 (struttura, formula, ATC C01DA02); EMA SmPC e DailyMed SPL per vie di somministrazione, controindicazioni e interazione con gli inibitori delle PDE5. Consultate il 2026-08-04.