Disturbi della Coscienza dell’Io
Definizione
Disturbi che riguardano la percezione del sé, mentre l’esame di realtà rimane integro (vedi Rapporto di Realtà e Critica).
Risultati alla Cambridge Depersonalization Scale di un paziente con disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione (JM) confrontati con controlli sani. Da Sedeño et al., «PLoS ONE». Fonte: Wikimedia Commons (CC BY 4.0).
Un tempo erano attribuiti esclusivamente all’esordio del disturbo schizofrenico o comunque ai disturbi psicotici gravi. Non è corretto: sono tutti presenti anche nei disturbi d’ansia acuti, in particolare nel disturbo di panico, dove sono particolarmente acuti e molto frequenti. Se si prolungano oltre qualche ora si tratta di disturbi dissociativi.
Nell’attacco di panico
Si instaura una risposta vegetativa alterata (tachicardia, tremori, sudorazione, dolori gastrici) insieme a sintomi cognitivi (paura di impazzire o di morire). Come disturbo della coscienza dell’Io, il paziente può riferire di sentire odori della sua infanzia, ma resta una distanza tra questa percezione mnesica e ciò che sta accadendo.
Gli attacchi di panico sono frequenti sui mezzi di trasporto: il soggetto ha la sensazione di impazzire, suda, il mezzo va molto veloce, ma non chiede aiuto perché percepisce che nessuno voglia darglielo e sente solo la necessità di andarsene. Sono possibili anche durante un esame, dove si aggiunge una matrice di ansia e di timore del giudizio altrui.
Il rapporto tra disturbi d’ansia e percezione del corpo è molto stretto: i sintomi descritti sono corporei.
(Integrazione da: sbobina 17)
Per l’esame: un tempo si consideravano presenti solo all’esordio della schizofrenia; oggi sono riconosciuti come sintomi possibili dell’Attacco di Panico, di tutti i disturbi d’ansia acuti e anche del Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
Categorie
I disturbi della coscienza dell’Io sono tre.
Depersonalizzazione autopsichica
Sentimento di estraneità e distanza che l’individuo prova nei confronti del mondo esterno, in relazione a uno stato affettivo traumatico, euforico, disforico o altro.
Il soggetto si rende conto che qualcosa cambia dentro di sé, ma non sa cosa sia, e questo lo angoscia. Può essere il pre-esordio di una patologia più importante oppure un sintomo di ansia acutissima (attacco di panico); questi soggetti vanno mandati dallo psichiatra. A orientare verso il ricovero è l’indagine sulla vita precedente del soggetto, che mostrerà la fase premorbosa schizofrenica, tipica solo del disturbo schizofrenico.
Rispetto al soggetto con attacco di panico, questi pazienti hanno un’importante componente di perplessità: non hanno un rapporto chiaro, lineare e sicuro né con se stessi né con l’ambiente. Bisogna fare domande per capire se la coscienza è lucida: qui lo è ancora, ma può esserci una soffusa sensazione che la categoria spazio-tempo, soprattutto quella temporale, sia un po’ alterata.
Derealizzazione (depersonalizzazione allopsichica)
Il soggetto comincia ad avvertire la relazione con l’esterno modificata, non più come prima. Il rapporto tra l’Io e la realtà si modifica: c’è un’alterazione qualitativa del rapporto con la realtà.
- Sensazione che l’atmosfera sia cambiata, che tutte le cose siano più lontane, di trovarsi in una bolla, come se una lastra di vetro filtrasse la realtà.
- La “temperatura emotiva” si raffredda: le emozioni, positive e negative, sono meno intense del solito (es. non emozionarsi più per un film che prima emozionava).
Esempio (film “Diario di una schizofrenica”): una donna, prima di sviluppare la malattia vera e propria (il delirio), comincia a percepire, ferma in auto al semaforo, uno spessore di vetro tra sé e il semaforo; anche il supermercato abituale le appare estraneo.
Depersonalizzazione somatopsichica
Alterazione dello schema corporeo, tipica della schizofrenia, ma che può anche precedere fenomeni di dismorfofobia o deliri somatici. Esempi: sensazione di avere le braccia lunghissime o il viso trasformato (es. dopo aver pianto molto, la sensazione che il dolore abbia trasformato i tratti somatici).
Bisogna capire se si tratta di un’alterazione d’angoscia o d’ansia (transitoria, legata allo stato d’animo di quel momento) o di un’alterazione che potrebbe rappresentare l’esordio di un disturbo schizofrenico. In questo caso il paziente è ancora critico e il rapporto di realtà non è ancora compromesso, ma percepisce un’alterazione di questo rapporto, come se non riconoscesse più alcune parti del corpo senza saperne il motivo. A fare la differenza è sempre l’elemento di perplessità.
Depersonalizzazione: patologie associate
- Patologie organiche: epilessia temporale, intossicazione da alcol, allucinogeni, cannabinoidi, ecc.
- Disturbi psichiatrici: schizofrenia (anche all’esordio), disturbi d’ansia acuti e di panico, disturbi dell’umore, soprattutto con componente ansiosa.
Diagnosi differenziale
La diagnosi differenziale con la Schizofrenia si fa grazie alla processualità e all’alterazione del rapporto di realtà.
⚠️ Indicazioni del docente
- Argomenti non spiegati a lezione ma oggetto di domande d’esame, da studiare su libro e slide: disturbi dell’attenzione, disturbi della vigilanza e della coscienza dell’Io, disturbi di depersonalizzazione e derealizzazione.
- Disturbi della memoria e dell’intelligenza non vengono chiesti. Attenzione alle demenze.
- (Sbobina 18) Ribadito: controllare bene derealizzazione e depersonalizzazione, le domande d’esame ricorrono spesso e molti studenti sbagliano.
🔗 Collegamenti
- Funzioni dell’Io — 📋 alterazione della coscienza come funzione dell’Io
- Rapporto di Realtà e Critica — 🔄 esame di realtà integro (vs psicosi)
- Schizofrenia — 🔄 diagnosi differenziale, possibile esordio
- Delirio di Trasformazione — 🔄 diagnosi differenziale con la depersonalizzazione somatopsichica
- Formazione dell’Idea Delirante — 🔗 atmosfera delirante e derealizzazione
- Disturbi d’Ansia — 🔗 presenti nelle acuzie ansiose
- Attacco di Panico — 🔗 derealizzazione e depersonalizzazione nell’acuzie
- Disturbo Ossessivo-Compulsivo — 🔗 possibili anche nel DOC