Amiloidosi

Definizione

L’amiloidosi (o beta-fibrillosi) è una malattia da accumulo caratterizzata da depositi extracellulari (interstiziali) di proteine fibrillari anomale, dette amiloidi, che danneggiano tessuti e organi. I depositi sono insolubili, rigidi e alterano la funzione dell’organo colpito.

Non è una singola malattia, ma un insieme di sindromi diverse con cause differenti.

Eziologia

  1. Genetiche → mutazioni che portano a proteine anomale (es. transtiretina mutata).
  2. Infiammazione cronica → iperproduzione di proteine infiammatorie che non vengono degradate.
  3. Tumori (es. mieloma multiplo) → produzione anomala di immunoglobuline o loro frammenti.

Struttura dell’amiloide

Le proteine amiloidi assumono una conformazione anomala ricca di foglietti β: questa struttura favorisce l’aggregazione in fibrille insolubili. Anche proteine normali possono cambiare conformazione e formare foglietti β, diventando insolubili.

I depositi amiloidi contengono:

  • 90% proteine fibrillari (la componente patologica vera e propria).
  • 10% glicoproteine (che stabilizzano il deposito).

Patogenesi

Quattro meccanismi di formazione dell’amiloide:

  1. Da infiammazione cronica: i macrofagi producono IL-1 e IL-6 → stimolano il fegato a produrre SAA. Se la degradazione di SAA è insufficiente → si accumula e precipita come amiloide AA. → Amiloidosi AA (Secondaria)
  2. Da mutazioni acquisite (tumorali): le plasmacellule tumorali (mieloma) producono catene leggere di Ig in eccesso → amiloide AL. Le proteine sono normali, ma in quantità anormali. → Amiloidosi AL (Primaria)
  3. Da mutazioni genetiche: si producono proteine mutate e instabili (es. transtiretina mutata) che si depositano anche se in quantità normali → amiloidosi ereditaria.
  4. Da proteine native mal ripiegate: anche proteine normali possono cambiare conformazione e formare foglietti β, diventando insolubili e depositandosi.

Tipi principali (secondo la proteina coinvolta)

  • Amiloide AL (catene leggere): deriva da catene leggere delle immunoglobuline prodotte in eccesso da un clone di plasmacellule. Amiloidosi primaria (immunocitica). → Amiloidosi AL (Primaria)
  • Amiloide AA: deriva dal precursore SAA (Serum Amyloid A), proteina di fase acuta prodotta dal fegato durante l’infiammazione. Amiloidosi secondaria/reattiva (da infiammazione cronica). → Amiloidosi AA (Secondaria)
  • Amiloide Aβ (β-amiloide): deriva dalla proteina APP (Amyloid Precursor Protein), si deposita nel cervello → tipico del morbo di Alzheimer. Amiloidosi localizzata (cerebrale). → Amiloidosi Cerebrale (Alzheimer)

Classificazione

In base alla localizzazione:

  • Sistemica → coinvolge più organi contemporaneamente (rene, cuore, fegato…).
  • Localizzata → deposito in un solo organo (es. Alzheimer nel cervello).

In base alla causa (eziologia):

  1. Ereditaria (genetica) → proteine mutate (es. transtiretina).
  2. Acquisita:
    • Reattiva (secondaria) → infiammazione cronica.
    • Primaria (immunocitica) → mieloma o plasmocitosi.

Organi più colpiti

  • Rene → sindrome nefrosica e insufficienza renale.
  • Cuore (miocardio) → cardiomiopatia restrittiva.
  • Fegato → epatomegalia.
  • Milza → splenomegalia.

Amiloidosi localizzate

Limitate a un singolo organo, spesso legate a tumori endocrini o neuroendocrini:

  • Carcinoma midollare della tiroide → iperproduzione di precursore della calcitonina → accumulo amiloide locale.
  • Insulinoma (tumore pancreatico) → iperproduzione di amilina (co-secretata con insulina) → deposito amiloide pancreatico.
  • Prioni → encefalopatia.

La forma localizzata cerebrale più importante è quella dell’Alzheimer. → Amiloidosi Cerebrale (Alzheimer)

Diagnosi

La diagnosi è spesso difficile perché l’amiloidosi può colpire diversi organi. Si sospetta quando:

  • la clinica è atipica o non spiegabile con altre patologie;
  • si osservano disfunzioni d’organo multiple (rene, cuore, fegato…).

Conferma diagnostica: dimostrazione del deposito amiloide nel tessuto con colorazioni specifiche, in particolare il Rosso Congo, che mostra birifrangenza verde in luce polarizzata.

Terapia

Terapie emergenti anti-amiloide, ancora in fase di sviluppo:

  • Stimolare i macrofagi a rimuovere i depositi amiloidi.
  • Utilizzare anticorpi specifici diretti contro le proteine amiloidi.

(Integrazione da: sbobina 267-269)

🔬 Riconoscimento istologico dell’amiloide

Colorazioni:

  1. Ematossilina-eosina (H&E) → l’amiloide appare rosa pallido, amorfa ed extracellulare, ma non distinguibile da collagene o altre proteine.
  2. Rosso Congo → colorazione specifica: amiloide rosso-arancio in luce normale; in luce polarizzata mostra la caratteristica rifrangenza verde-mela (dato diagnostico).
  3. Rosso Sirio, Lugol (iodio iodurato), acido solforico, Tioflavina-T → evidenziano l’amiloide in modo specifico o fluorescente (verde sotto UV).

Effetti tissutali generali. L’amiloide si deposita nell’interstizio e lungo le membrane basali, causando ispessimento, compressione dei vasi e ridotta perfusioneischemia. Le cellule circostanti vanno incontro a sofferenza, atrofia e danno funzionale. Macroscopicamente l’organo può essere aumentato di volume e di consistenza gommosa (fasi iniziali) o atrofico (fasi tardive ischemiche).

Diagnosi pratica. Oltre alle colorazioni specifiche e all’immunoistochimica (identifica la proteina: AL, AA, ATTR…), è utile la biopsia del grasso sottocutaneo, test semplice e poco invasivo per le amiloidosi sistemiche.

🔗 Collegamenti