Infliximab

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Inibitori del TNF-alfa (Infliximab, Etanercept).

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: anticorpo monoclonale chimerico murino-umano IgG1κ anti-TNFα · ATC: L04AB02 · Nomi commerciali (IT): Remicade e biosimilari (Inflectra, Remsima, Flixabi, Zessly)

Perché questa molecola

È il capostipite dei biologici anti-TNF (1998) e il farmaco che ha dimostrato che si poteva curare una malattia bloccando una sola citochina. Ma il suo delta rispetto alle sorelle di classe sta in due proprietà opposte, entrambe conseguenza della sua natura chimerica ed endovenosa.

Da un lato lega bene il TNF di membrana, non solo quello solubile. Il legame al TNF transmembrana innesca citotossicità complemento-dipendente e apoptosi delle cellule che lo espongono — macrofagi e linfociti T attivati della lamina propria. È per questo che l’infliximab funziona nel morbo di Crohn e nella colite ulcerosa, mentre l’etanercept, che lo lega male, in quelle malattie non funziona affatto. È il confronto più istruttivo della classe.

Dall’altro è il più immunogeno. Circa un quarto delle catene è di origine murina: il paziente sviluppa anticorpi anti-farmaco (ADA), che causano reazioni infusionali e soprattutto perdita secondaria di risposta — il farmaco smette di funzionare non perché la malattia sia cambiata, ma perché il farmaco viene neutralizzato. Da qui la pratica di associarlo a un immunosoppressore (metotrexato o azatioprina), non per sommare efficacia ma per impedire l’immunizzazione contro il biologico.

Struttura

Struttura cristallografica del frammento Fab dell’anticorpo anti-TNFα infliximab — PDB 5VH3, “Crystal structure of Fab fragment of the anti-TNFa antibody infliximab in a C-centered orthorhombic crystal form”.

IgG1κ di ~149 kDa: le regioni variabili sono murine, le costanti umane. La porzione Fc umana è funzionale — fissa il complemento e lega i recettori Fcγ — ed è ciò che gli consente di uccidere le cellule che espongono TNF di membrana. Le regioni variabili murine sono invece il prezzo: l’epitopo estraneo che il sistema immunitario del paziente riconosce.

Farmacodinamica

Catena d’azione: infliximab → lega il TNFα solubile e transmembrana con alta affinità → impedisce il legame ai recettori TNFR1 e TNFR2 → si spegne la via NF-κB → crollano IL-1, IL-6, chemochine e molecole di adesione; sulle cellule che espongono TNF di membrana il legame innesca in più apoptosi.

flowchart TD
  A["INFLIXIMAB (IgG1 chimerico)"] --> B["lega TNFα SOLUBILE"]
  A --> C["lega TNFα TRANSMEMBRANA"]
  B --> D["il TNF non raggiunge TNFR1/TNFR2"]
  D --> E["↓ via NF-κB"]
  E --> F["↓ IL-1, IL-6, chemochine, molecole di adesione<br/>→ risoluzione dell'infiammazione"]
  C --> G["citotossicità complemento- e cellulo-mediata<br/>+ segnale inverso"]
  G --> H["APOPTOSI dei macrofagi e T attivati<br/>della lamina propria"]
  H --> I["✅ efficacia nelle MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI"]
  A --> L["regioni variabili MURINE"]
  L --> M["⚠️ anticorpi anti-farmaco (ADA)"]
  M --> N["reazioni infusionali · perdita secondaria di risposta"]
  O["metotrexato / azatioprina associati"] -.->|riducono| M
  E --> P["⚠️ il TNF serve a contenere il granuloma tubercolare"]
  P --> Q["RIATTIVAZIONE DI TB LATENTE"]

Farmacocinetica

  • Solo endovenosa, in infusione di 2 ore (esistono formulazioni sottocutanee di mantenimento per alcuni biosimilari).
  • Emivita ~8–9,5 giorni; catabolismo proteolitico, nessun coinvolgimento dei CYP.
  • ⚠️ La clearance aumenta in presenza di ADA e nei pazienti con bassa albumina o alto carico infiammatorio — motivo per cui alcuni pazienti richiedono dosi maggiori o intervalli più brevi.
  • Nessuna interazione farmacocinetica classica: non essendo metabolizzato dai CYP, non entra nelle interazioni tipiche delle piccole molecole.

Posologia e monitoraggio

  • Induzione: 5 mg/kg e.v. alle settimane 0, 2 e 6; mantenimento ogni 8 settimane. Nelle forme refrattarie si intensifica a 10 mg/kg o si accorcia a 6 settimane.
  • Premedicazione con antistaminico ± paracetamolo ± corticosteroide nei pazienti che hanno avuto reazioni infusionali.
  • ⚠️ Prima di iniziare (obbligatorio): screening per tubercolosi latente (IGRA o Mantoux + radiografia del torace), sierologie per HBV, HCV, HIV, valutazione di scompenso cardiaco e di neoplasie recenti.
  • Monitoraggio in corso: emocromo, transaminasi, segni di infezione; nella pratica specialistica il dosaggio dei livelli sierici e degli ADA guida l’ottimizzazione (therapeutic drug monitoring dei biologici).

Tossicità

  • Reazioni infusionali — dalla vampata e dispnea durante l’infusione fino all’anafilassi; e reazioni ritardate tipo malattia da siero a 3–12 giorni.
  • ⚠️ Infezioni gravi, in particolare riattivazione di tubercolosi latente — spesso in forma extrapolmonare o disseminata, perché il TNF è la citochina che tiene insieme il granuloma. È il rischio che definisce la classe.
  • Riattivazione dell’epatite B, istoplasmosi e altre micosi endemiche, listeriosi.
  • ⚠️ Peggioramento dello scompenso cardiaco — controindicato in classe NYHA III–IV.
  • Autoimmunità paradossa: comparsa di ANA e anti-dsDNA, raramente lupus indotto da farmaco; psoriasi paradossa.
  • Demielinizzazione centrale o periferica, rara ma da sospendere subito.
  • Neoplasie: rischio di linfoma leggermente aumentato; ⚠️ linfoma epatosplenico a cellule T, raro ma quasi sempre fatale, descritto in giovani maschi con IBD in terapia combinata con tiopurine.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: tubercolosi attiva o altra infezione grave, scompenso cardiaco moderato-severo (NYHA III–IV), ipersensibilità alle proteine murine.
  • Gruppi speciali: gravidanza → attraversa la placenta nel terzo trimestre, per cui al neonato esposto non vanno somministrati vaccini vivi (BCG, rotavirus) nei primi 6 mesi; allattamento consentito; anziano → maggiore rischio infettivo.
  • Interazioni rilevanti: ⚠️ mai associare ad abatacept o ad anakinra (infezioni gravi senza guadagno di efficacia); vaccini vivi controindicati; l’associazione con tiopurine aumenta il rischio linfoproliferativo pur riducendo l’immunogenicità — è un compromesso da pesare paziente per paziente.
  • Antidoto: non esiste. In caso di infezione grave si sospende e si attende l’eliminazione, che richiede settimane.

Posto in terapia

Artrite reumatoide (con metotrexato), spondilite anchilosante, artrite psoriasica, psoriasi, e soprattutto morbo di Crohn e colite ulcerosa, comprese le forme pediatriche e fistolizzanti, dove è storicamente il primo biologico efficace e resta di prima scelta nelle forme severe. La disponibilità di numerosi biosimilari ne ha ridotto drasticamente il costo e ampliato l’uso. In commercio in Italia.

🔗 Compare in

Fonti: PDB 5VH3 (struttura del Fab di infliximab); EMA SmPC Remicade e DailyMed SPL (posologia 0-2-6 e mantenimento, screening TB e HBV, controindicazione nello scompenso, immunogenicità, gravidanza e vaccini vivi nel neonato, divieto di associazione con abatacept e anakinra); documenti di consenso ECCO ed EULAR per il posto in terapia. Consultate il 2026-08-14.