NF-κB

Fattore trascrizionale già presente nel citoplasma in forma inattiva, legato a una subunità inibitoria chiamata IκB. Il vantaggio è che la cellula è “pronta a partire”, permettendo una risposta rapida. È il crocevia della risposta infiammatoria.

Attivazione

  1. Il recettore lega il ligando.
  2. Attivazione di chinasi comuni → fosforilazione.
  3. Le chinasi fosforilano IκB.
  4. IκB fosforilata si stacca da NF-κB.
  5. NF-κB libero entra nel nucleo → attiva i geni target.
  6. IκB fosforilata viene degradata dal proteasoma.

Geni attivati nelle cellule infiammatorie

  • Citochine pro-infiammatorie (amplificano la risposta): TNF, IL-6.
  • Chemochine (richiamo e migrazione dei leucociti).
  • Enzimi litici (attività battericida).

IL-1 è invece espressa costitutivamente: non è attivata da NF-κB.

NF-κB in altre cellule

  • Cellule endoteliali: normalmente non esprimono molecole di adesione. Se stimolate (IL-1, TLR) attivano NF-κB → producono molecole di adesione → favoriscono la migrazione dei leucociti. I loro geni target sono diversi da quelli delle cellule infiammatorie.
  • Epatociti: rispondono alle citochine pro-infiammatorie attivando NF-κB e modificano la sintesi proteica → ↑ proteine di fase acuta, ↓ albumina.

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