NF-κB

Fattore trascrizionale già presente nel citoplasma in forma inattiva, legato a una subunità inibitoria chiamata IκB. Il vantaggio è che la cellula è “pronta a partire”, permettendo una risposta rapida. È il crocevia della risposta infiammatoria.

Struttura e gene

NF-κB non è una singola proteina ma una famiglia (famiglia Rel). Il dimero canonico dell’infiammazione è p50 / p65:

  • p65 (RelA) — gene RELA (cromosoma 11q13), porta il dominio di transattivazione.
  • p50 — gene NFKB1 (cromosoma 4q24), generato per processamento del precursore p105.

Ogni subunità possiede un dominio di omologia Rel (RHD) N-terminale, che media sia la dimerizzazione sia il legame al DNA (sequenze κB dei promotori bersaglio). È la porzione mascherata da IκB nello stato inattivo.

Eterodimero NF-κB p50/p65 legato al DNA κB. PDB 1VKX. (Fonte: UniProt RELA Q04206, NFKB1 P19838; RCSB PDB 1VKX.)

Attivazione

  1. Il recettore lega il ligando.
  2. Attivazione di chinasi comuni → fosforilazione.
  3. Le chinasi fosforilano IκB.
  4. IκB fosforilata si stacca da NF-κB.
  5. NF-κB libero entra nel nucleo → attiva i geni target.
  6. IκB fosforilata viene degradata dal proteasoma.

Geni attivati nelle cellule infiammatorie

  • Citochine pro-infiammatorie (amplificano la risposta): TNF, IL-6.
  • Chemochine (richiamo e migrazione dei leucociti).
  • Enzimi litici (attività battericida).

IL-1 è invece espressa costitutivamente: non è attivata da NF-κB.

NF-κB in altre cellule

  • Cellule endoteliali: normalmente non esprimono molecole di adesione. Se stimolate (IL-1, TLR) attivano NF-κB → producono molecole di adesione → favoriscono la migrazione dei leucociti. I loro geni target sono diversi da quelli delle cellule infiammatorie.
  • Epatociti: rispondono alle citochine pro-infiammatorie attivando NF-κB e modificano la sintesi proteica → ↑ proteine di fase acuta, ↓ albumina.

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